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L’assessore regionale Chiara Caucino al Festival della Famiglia

“I dati indicano che i nostri giovani vorrebbero fare figli, ma sono dissuasi da problemi lavorativi, economici e soprattutto dalla mancanza di servizi”

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L’assessore regionale alla Famiglia, Chiara Caucino ha partecipato oggi, a Trento, al «Festival della Famiglia», il cui tema, quest’anno è «Lo spread tra “famiglia reale” e “famiglia desiderata”. Quali le politiche da attuare partendo dall’autonomia dei giovani e dal sostegno all’occupazione femminile». La manifestazione è coordinata dall’Agenzia per la coesione sociale della Provincia autonoma di Trento con il patrocinio del Dipartimento per le politiche familiari della Presidenza del Consiglio dei Ministri. L’edizione 2022 ha ricevuto l’Alto Patrocinio del Parlamento europeo.

La presenza di Caucino a Trento, non è certo casuale. Con la Provincia autonoma trentina l’assessore piemontese ha da anni intrapreso un percorso comune che ha portato a risultati molto importanti, come l’adozione, da parte del Piemonte, del «modello Trento», che comprende , tra le altre cose l’adesione al «family audit» e l’iniziativa «I Comuni amici della famiglia». Un cambio di paradigma virtuoso che ha subito prodotto riscontri e risultati sperati.

«La famiglia – spiega Caucino – è certamente la prima cellula essenziale della società umana. I dati Istat, infatti, fotografano un Paese in cui i giovani, se interrogati, raccontano di desiderare la nascita di almeno due figli, ma poi per alcune difficoltà oggettive, a partire da quelle economico-lavorative e dalla mancanza di servizi, non riescono a concretizzare, in tal senso, le loro aspirazioni. In sostanza occorre intervenire la tendenza con politiche efficaci per evitare quella “crescita zero” che mette, sul lungo periodo, a serio rischio il futuro del nostro Paese».

L’assessore del Piemonte, insieme agli assessori alle Politiche della Famiglia delle altre Regioni e alcune autorità del territorio, si è quindi confrontata sulle misure attuate e su quelle da attuare: il Piemonte ha attivato la rete dei Comuni Amici della Famiglia (attualmente 11 realtà hanno aderito al network) ha creato 86 parchi giochi diffusi, ha messo in campo un investimento di 10 milioni di euro per il welfare aziendale al fine di conciliare la vita lavorativa con quella privata e famigliare, in particolare per quanto riguarda le mamme che lavorano, sta sostenendo le imprese del territorio per l’adozione della Certificazione di genere e di piani aziendali finalizzati al benessere, sui quali si stanno investendo 4,5 milioni di euro. Per quanto riguarda il Family audit, quest’ultimo nasce per rafforzare il benessere dei dipendenti della Regione, ma c’è l’intenzione di estenderlo anche nel settore privato. Senza dimenticare i corsi sulla genitorialità, – il progetto Escursioni famigliari –  che hanno prodotto numeri davvero importanti: 75 incontri online con più di 8mila iscritti e decine di laboratori in presenza con centinaia di partecipanti che hanno animato i 46 centri per la famiglia piemontesi.

 

 

«Il Trentino – conclude Caucino – e in particolare la Provincia Autonoma di Trento, ha dimostrato di essere uno straordinario laboratorio sperimentale per le politiche della famiglia. Ringrazio il Dirigente generale dell’Agenzia per la Coesione Sociale della Provincia Autonoma di Trento, Luciano Malfer, per il graditissimo invito a questo evento, la cui portata cresce di valore di anno in anno e che, mettendo la famiglia al centro, coglie nel segno e si pone come uno degli eventi più importanti a livello nazionale».

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