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«Il cortile del palazzo è una discarica a cielo aperto»

È amareggiato e frustrato Salvatore Donato,

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«Il cortile condominiale ormai è diventato una discarica a cielo aperto. Viviamo così da più di un anno, l’ho anche segnalato più volte, ma nessuno interviene».
È amareggiato e frustrato Salvatore Donato, che da mesi denuncia un problema insostenibile e si arma di scopa e paletta per provare a tamponare la situazione di grave degrado in cui è costretto a vivere, potenzialmente pericolosa anche per la salute pubblica.
Rifiuti di ogni genere vengono abbandonati ormai abitualmente nel cortile, accanto a un cassonetto spesso mezzo vuoto. E non succede in un’area isolata, ma in una zona densamente popolata della città. Siamo in via Milano, a Chiavazza, in uno spazio comune delle nuove palazzine costruite dall’Atc qualche anno fa.
«Si trova di tutto – racconta Salvatore -: vetro, cartoni, rifiuti organici, pannolini… Tutto gettato a terra nel menefreghismo più assoluto. I topi e i moscerini fanno festa, le lascio soltanto immaginare la puzza che abbiamo dovuto respirare con il caldo di questa estate. Qualche tempo fa addirittura, una sera, intorno a mezzanotte, sono uscito per buttare la spazzatura e mi sono trovato davanti una volpe che mi seguiva alla ricerca di cibo… C’è qualunque cosa in cortile, non puoi più nemmeno scendere in ciabatte».
I responsabili di questo scempio sono più di uno. Alcuni vivono nelle palazzine, ma secondo Salvatore più di una persona arriva da fuori: «Siamo sulla via Milano, è una zona di passaggio – sottolinea -. Succede spesso che una macchina si fermi nel parcheggio e qualcuno scenda. Fingono magari di dover andare a far visita a qualche residente e invece abbandonano immondizia e altri rifiuti vicino al cassonetto, risalgono sull’auto e si allontanano».
Nel vicino giardino condominiale la situazione non è migliore: «I cestini sono sempre pieni – continua Salvatore – e un sacco di gente lascia cartacce e bottiglie sul prato e sulle panchine. Con i bambini praticamente non ci si può più andare».
L’uomo non sa più a chi rivolgersi per risolvere il problema: «Ho provato a segnalare la questione al comune – conclude -, ma vieni rimbalzato da una parte all’altra. Tizio ti dice che devi parlare con Caio, Caio ti passa Sempronio… Quando la gente mi vede dare una ripulita con scopa e paletta, mi dice “che bravo!”, però intanto nessuno mi aiuta. E lo schifo qui attorno continua ad aumentare».

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