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“Il Cammino insegna a vivere con poco e bene”

Elena Turcato, 60 anni, direttrice del coro Spe alla “Speranza”, ha realizzato il suo sogno nel cassetto

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Elena Turcato, 60 anni, direttrice del coro Spe della Parrocchia di Gesù Nostra Speranza, ha coronato un sogno che teneva nel cassetto: percorrere il Cammino di Santiago a piedi.

«Lavorando era impossibile allontanarmi per un mese, ma quando mai! E poi non potevo lasciare la mia famiglia, i figli. Andando in pensione lo scorso dicembre, ho iniziato a ripensarci – spiega -. Ne ho parlato con le figlie, ne ho cinque, e alla fine ho organizzato con Ambra, la più grande. Se fosse dipeso da me però, non avrei mai preso il biglietto per il volo, l’ha fatto lei».

Intanto il marito Paolo, che segue la conversazione, conferma di averle già prenotato anche il prossimo volo: «Ieri sera Elena è rimasta a fare prove di canto fino a mezzanotte – dice tra il serio e il faceto –. Ci eravamo abituati a tanta pace quando lei non c’era».

«Il cammino l’ho fatto per me, per ringraziare il Signore, per quanto mi ha dato – prosegue Elena -. Ho trovato un valido supporto nell’amico Riccardo per l’abbigliamento tecnico ed è stata utile l’iscrizione nei gruppi social del Cammino per lo scambio di informazioni. Con le stesse scarpe ai piedi che ho poi indossato, è iniziata la preparazione fisica e mentale, ci vuole consapevolezza e forza di volontà».

«La data era fissata per la vigilia di Pasqua e sarebbe saltato il programma del coro – aggiunge -. Ho dovuto risolvere il senso di colpa, comprendendo che sarebbero vissuti bene anche senza di me e con l’accordo dei figli e del marito, che finalmente in quel periodo ha imparato a cucinare, il 7 aprile siamo partite. Abbiamo fatto scalo a Lourdes e me la sono visitata con l’emozione a mille. Proveniamo da culture diverse, ma a livello umano siamo tutti davvero uguali. Grazie a mia figlia, ho potuto colloquiare in altre lingue. Gli italiani, alcuni, sono quelli che mi sono piaciuti di meno, sono pesantini e dalla critica facile. Lo percepisci a pelle, si affinano le sensazioni, quelle che nella quotidianità elimini. Camminare è un po’ come andare in montagna, senti di più. Ho pregato la Madonnina che mi aiutasse a farcela. Da Lourdes a Saint-Jean-Pied-de-Port, in cui si ritirano credenziali e mappe, dovevamo arrivarci in treno, ma per uno sciopero, abbiamo preso un taxi costato ben 300 euro. Abbiamo saputo dopo di un altro servizio più economico. Le tratte erano di circa 26 chilometri al giorno, con passaggi in salita, vai a 1500 metri di altitudine, e di conseguenza poi scendi. È come la vita, è una tratta lunga, dura, passi i Pirenei, poi ci sono riprese di gioia, gratificazioni, e quando arrivi sei sfinito. Non solo le gambe viaggiano, sei in relazione con te stessa, fai introspezione. Ti metti alla prova».

«Il Cammino è costellato di natura e di silenzi, impari ad ascoltare. Noi siamo state anche turiste, nel pomeriggio o dopo cena, sempre in sandali, come fanno i pellegrini, per lasciare il piede libero. Ti riconosci. I locali portano le scarpe. Voglio ricordare Luciano e Roberto per l’accoglienza, e Dario, Salvatore, Juan, Felicia, Marina e Mariesol. Tante sono le persone che hanno lasciato il segno, e mia figlia Ambra. Abbiamo vissuto momenti umani unici, pur facendo lavori come in campeggio, sempre cantando e ballando. È stato arricchente da matti. Abbiamo fatto il percorso in 32 giorni, 799 chilometri effettivi. Padre Fabio è stato illuminante sul significato del Cammino. Ha ricordato che si va alla tomba di san Giacomo, quindi serve per la meta, per riflettere, per perdonare qualcuno che ci ha fatto del male. Poi c’è l’evoluzione turistica e spirituale. Il Cammino si fa da soli o a 500 metri l’uno dall’altro. Ti ritrovi in ostello di sera e assicuro che gustare un piatto caldo pronto è più buono che a casa, e dire che io sono pistina, ma ha un valore diverso, non è scontato. È un bel dono. Ti rigenera e ringrazi. Alle 9.30 tutti a nanna scoppiati. Sul percorso ci si aiuta, ce la si deve fare insieme – conclude Elena Turcato -. Alla fine cammini con persone affini. Ritrovi l’unione persa nella vita di tutti i giorni. Ognuno di noi è un’anima che ha bisogno di altre anime. Ognuno compie il percorso con motivazioni diverse, non bisogna giudicare. Il Cammino è una fiaba, una bolla, che insegna come dobbiamo tornare a essere. Che si può vivere con meno e adattarsi a tutto. Insegna il rispetto, la convivenza. Ti toglie il velo di falso pudore, perché siamo tutti uguali. A Finisterre ci siamo arrivate in autobus per una questione di tempo, ed è bellissima».

Anna Arietti

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2 Commenti

1 Commento

  1. Elisa Guetta

    12 Giugno 2023 at 7:50

    Ho fatto alcune tappe del cammino anni fa, in camper e con i figli piccoli…emozionante, dolci ricordi!

  2. Roberto

    12 Giugno 2023 at 22:21

    Ho fatto il Cammino nel giugno 2022 in MTB da solo facendo il percorso Francese.
    per me è stata un’ esperienza eccezionale e quanto hai detto e quello che ho provato io, il Cammino è un percorso di fede spiritualità e riflessione che apre il cuore a nuovi ed inaspettati valori.
    Consiglio a tutti a farlo probabilmente lo rifarò a piedi il prossimo anno.
    Buon Cammino
    Roby54

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