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«I commenti dei no vax sulla sua bacheca? Gianfranco si sarebbe fatto grasse risate»

Il presidente Ansermino: «La Cri non discrimina nessuno, ma ci vuole rispetto»

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BIELLA – «Gianfranco era un dipendente e un ex volontario della Croce Rossa, come tutti noi aveva adempiuto all’obbligo vaccinale e credeva fermamente in quel che faceva. Non aveva e non avrebbe mai fatto discriminazioni durante un intervento sulla base di questo. E’ un principio fondamentale di tutta la Croce Rossa, sono i nostri valori».

A pochi giorni dalla scomparsa di Gianfranco Caliri, Osvaldo Ansermino, presidente del comitato biellese della Cri, ne ha ricordato la figura, prendendo le distanze da quanto successo sulla bacheca Facebook dell’uomo a poche ore dalla sua scomparsa, quando sono comparsi numerosi messaggi da parte di no vax.

«Personalmente – spiega – non avrei nulla da dire su queste persone, perché comportamenti così aberranti non meritano risalto. Da presidente di Croce Rossa posso dire che noi abbiamo preso una posizione ferma sul discorso delle vaccinazioni, unico strumento che può permetterci di uscire da questa situazione. Detto ciò, non distoglieremo mai lo sguardo e non discrimineremo mai chi ha un’altra posizione al riguardo. E’ lecito avere opinioni diverse, ma queste persone non devono ledere il principio del rispetto che si deve a tutti, a maggior ragione a un defunto e alla sua famiglia. Qualcuno, prima di dire “mi discrimini”, dovrebbe guardarsi allo specchio e vergognarsi di ciò che scrive».
Il riferimento evidente è a chi, a poche ore dalla scomparsa di Gianfranco, ha riempito di commenti un suo vecchio post ironico pubblicato dopo aver fatto la terza dose, sentendosi in dovere di lasciare opinioni non richieste, se non in certi casi vere e proprie offese. In un momento e in un luogo, seppure virtuale, in cui i suoi cari lo stavano piangendo.

«Nel bailamme attuale – continua Ansermino – qualcuno dimentica cosa significano rispetto e correttezza. Prima di entrare in casa d’altri, chiedo permesso, e se non sono gradito non entro. Personalmente rispetto le tesi di chiunque, le urlino dove vogliono, ma non in un contesto come quello».

«Chiedo io scusa ai familiari di Gianfranco – conclude Ansermino – se qualcuno che ha ancora qualche passo da compiere per imparare educazione e umanità gli ha mancato di rispetto. Non posso che pensare alle grasse risate che si farebbe Gianfranco leggendo certi commenti, sono certo che se fosse ancora qui tra noi risponderebbe a tutti con quella sua ironia che ci manca ogni giorno».

red.cr.

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