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FOTOGALLERY – Biella, una discarica abusiva all’interno dell’appartamento

I vicini di casa esasperati: «Non possiamo vivere così»

BIELLA – «Siamo costretti a vivere accanto a una discarica abusiva, non ne possiamo più». Non è soltanto esasperazione, ma anche paura quella di una coppia biellese costretta, suo malgrado, ad accettare una situazione sempre più insostenibile. L’abitazione adiacente alla loro, infatti, si è trasformata in una sorta deposito di rifiuti, con sacchi di immondizia e spazzatura di ogni genere che si accumula da mesi all’interno dell’alloggio, come si può vedere attraverso le vetrate e percepire dall’odore acre che si diffonde nell’aria ogniqualvolta viene aperta una finestra. Una bomba ecologica in un quartiere della città.
«Abbiamo già segnalato più volte quello che sta succedendo – spiega il 74enne che si è rivolto a noi -, all’Ufficio d’igiene, ai servizi sociali, al sindaco… Anche il parroco ha inviato delle lettere. Sembra che, trattandosi di un’abitazione privata, nessuno possa farci nulla. La vicenda però è tutt’altro che privata: è una questione di saluta pubblica».
La coppia di pensionati non accusa il proprietario di casa, ma vorrebbe che le istituzioni si facessero carico di aiutarlo e di seguirlo maggiormente, oltre che di fare in modo che i rifiuti vengano portati via: «Si tratta di una persona che vive una situazione di disagio e che ha bisogno di un maggiore sostegno – spiegano marito e moglie -. Da qualche tempo, poi, da quando ospita in casa altri due amici, il quadro complessivo è ulteriormente peggiorato. Non ce l’abbiamo con lui, anche perché non è un uomo cattivo e non si comporta male con noi. Da questo punto di vista non possiamo lamentarci. Vivere in questo modo, però, trasformando la casa in una discarica sommersa di rifiuti, non è sano né per loro, né per chi gli sta attorno. La criticità è tale che un’altra vicina di recente ha addirittura deciso di cambiare casa…».
Quindi l’appello pubblico, affinché l’amministrazione comunale prenda in mano e risolva rapidamente la questione: «Così non si può più andare avanti, non vogliamo rischiare di ammalarci: qualcuno deve fare qualcosa».

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