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Coronavirus, dagli all’untore!

La Biella che piaceVa

Questa epidemia sta facendo emergere il peggio di noi, quando di riflesso avrebbe dovuto migliorare il nostro modo di vivere, proprio per il bene comune.  Ciò che accade in tutto il paese e nel resto del mondo non è diverso da ciò che accade a Biella ed è proprio qui che ci soffermeremo un attimo a riflettere.
Solo dieci giorni fa nessuno avrebbe immaginato questo scenario, anche se il biellese medio sono anni che si prepara all’isolamento, con impegno e dedizione abbiamo coltivato il nostro status sociale selvatico, quasi fosse una profezia di ciò che stava per accadere.
Alla fine la catastrofe è arrivata e anche in questo siamo stati pessimi, dando io peggio di noi quasi fossimo novellini (non i biscotti del Cervo) ed è così che appena sono nati i primi divieti, il primo decreto, le prime decisioni, il biellese medio ha pensato bene di fregarsene perché tanto “cosa vuoi che succeda” e magicamente, anche nel pieno dell’epidemia, ci siamo trovati a combattere non solo contro il virus ma anche contro un certo livello di ignoranza che non conosce cura o vaccino. Runner improvvisati che fino a due settimane fa non sarebbero andati a correre neanche se a fine tragitto ci fosse stato un buffet gratis, anziani e meno anziani che si ritrovano al parco a giocare a carte, A CARTE! Ma quando si era mai vista questa cosa prima fosse vietata? Ciclisti della domenica che vivono tutto ciò come una vacanza, amanti degli animali che spremono le vesciche dei loro adorati solo per una boccata d’aria in più, gente che si precipita ogni santo giorno a fare la spesa, ma quanti siete in famiglia?
Insomma abbiamo dimostrato ancora una volta di non essere in grado di gestirci senza qualcuno che ci bacchetti e allora come per magia sono arrivati i bacchettoni del web, novelli Sherlock Holmes che impestano la rete di foto, video e messaggi che ritraggono questo e quello mentre infrangono il decreto. A questi “signori” vorremmo solo chiedere quale sia l’utilità di scriverlo sul web, per appagare una qualche forma di narcisistica autostima? E soprattutto dov’erano questi eroi in tempi non sospetti quando venivano imbrattati i muri, gettati rifiuti accazzo, investite vecchiette in centro sulle strisce in pieno giorno? Nessuno vedeva mai nulla a Biella e ora tutti vedono tutto. Il nostro problema, come del resto dell’intero paese, non è solo il corona virus ma l’incapacità di rispettare quattro piccole semplici regole per il bene di tutti e lo diciamo anche ai novelli sorveglianti, perché se avete visto, eravate lì anche voi, ma siamo sicuri con l’adeguata e quanto meno improbabile autocertificazione.

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