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Cavaglià, la protesta delle famiglie contro la chiusura delle scuole

La scuola in presenza con le misure di distanziamento e protezione poste in essere sino ad oggi non rappresenta un pericolo di contagio, come ha recentemente ribadito il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC) che conclude: “Chiudere le scuole non è un modo efficace per combattere l’epidemia”.
LA SCUOLA E’ UN LUOGO SICURO DOVE I NOSTRI BAMBINI E I NOSTRI RAGAZZI POSSONO SOCIALIZZARE E INTERAGIRE. UN LUOGO DOVE TROVARE I LORO PUNTI DI RIFERIMENTO.
E’ pertanto importante che la Scuola sia un’istituzione in grado di dialogare con la realtà e di trasformarla in una comunità educativa, di accogliere la complessità e farne uno strumento di crescita.

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Cavaglià, la protesta delle famiglie contro la chiusura delle scuole

Nella giornata di giovedì, alla vigilia dell’introduzione della zona rossa, i genitori di Cavaglià hanno indirizzato al sindaco e alla dirigente scolastica una lunga lettera per affermare la propria posizione contraria alla chiusura delle scuole.

Egregio Signor Sindaco di Cavaglià e gentilissima Dirigente scolastica,
a scrivere sono le numerose famiglie dei bambini frequentati la Scuola Primaria e Secondaria di Cavaglià, molto preoccupate per le ultime informazioni giunte ufficiosamente dalla Regione Piemonte che intenderebbe procedere con la chiusura delle scuole per un tempo indeterminato. A distanza di un anno, nonostante le misure adottate per gestire la “pandemia”, nulla è cambiato per evitare che la chiusura della scuola fosse scongiurata.

E’ ormai noto come milioni di bambini e adolescenti italiani abbiano perso moltissime ore di lezione irrecuperabili; abbiano visto trasformate le relazioni di formazione con i docenti in lezioni a distanza che, per circa un quinto dei casi, non sono state pienamente fruibili a causa dei problemi di connessione o addirittura per la mancanza dei dispositivi; abbiano interrotto i contatti con i propri coetanei e amici; abbiano perso un luogo di riferimento e protezione.  I livelli di rendimento dei più svantaggiati sono peggiorati di più rispetto a quelli dei compagni meno svantaggiati con un aumento della divaricazione sociale.  Sono aumentati i casi di malessere psicologico: ansia, disturbi del sonno, regressione, comportamenti a rischio. A questo sono da aggiungere i danni psicofisici di breve, medio e lungo periodo che creeranno un divario educativo e di salute con i loro coetanei degli altri Paesi europei che hanno tutti tenuto aperte le scuole più dell’Italia. La situazione è già gravissima e ogni ora di chiusura in più aumenta i danni già prodotti.

La scuola in presenza con le misure di distanziamento e protezione poste in essere sino ad oggi non rappresenta un pericolo di contagio, come ha recentemente ribadito il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC) che conclude: “Chiudere le scuole non è un modo efficace per combattere l’epidemia”.
LA SCUOLA E’ UN LUOGO SICURO DOVE I NOSTRI BAMBINI E I NOSTRI RAGAZZI POSSONO SOCIALIZZARE E INTERAGIRE. UN LUOGO DOVE TROVARE I LORO PUNTI DI RIFERIMENTO.
E’ pertanto importante che la Scuola sia un’istituzione in grado di dialogare con la realtà e di trasformarla in una comunità educativa, di accogliere la complessità e farne uno strumento di crescita.

Chiediamo

di dare priorità alla scuola e che le scuole di ogni ordine e grado rimangano aperte in presenza, come raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dall’ECDC.
Senza contare che la chiusura della scuola rappresenterebbe, inoltre, una problematica logistica per tutte le famiglie che non possono garantire assistenza ai propri figli, sia per motivi di lavoro, sia per evitare contatti con i nonni, soggetti più fragili e più vulnerabili.
Ad ogni buon conto, la chiusura della scuola sarebbe in aperta violazione del diritto dei minori. Ogni azione che li riguarda deve essere, invece, fatta nel loro interesse, nell’interesse del diritto allo studio e del diritto alla non discriminazione.

Cavaglià, 11 marzo 2021.
Le famiglie

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