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Cardiologia dell’Asl di Biella all’incontro del Lions Club Bugella

E’ stato affrontato il tema della Cardiologia di Genere

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Venerdì 20 marzo, presso il Circolo Sociale Biellese si è tenuto il terzo appuntamento del ciclo di incontri Innovazione in sanità per la salute, organizzato dal Lions Club Biella Bugella Civitas e che in questa occasione ha riguardato la Cardiologia di Genere, andando ad approfondire come sesso (biologia) e genere (fattori socio-culturali) influenzino le malattie cardiovascolari, che si manifestano e curano diversamente in uomini e donne.

Cardiologia dell’Asl di Biella all’incontro del Lions Club Bugella Civitas

Gli approfondimenti sono stati a cura del dott. Andrea Rognoni, Direttore della Struttura Complessa Cardiologia – UTIC, insieme alle dott.sse dell’ASL BI Marta Leverone e Fabiana Patti.

La Medicina di Genere studia come le differenze tra uomini e donne influenzino la frequenza, la gravità e la risposta delle malattie alle terapie, con l’obiettivo di superare il modello “androcentrico” della medicina tradizionale che considerava il corpo maschile come standard universale.

Dal punto di vista cardiologico, si inizia a parlare concretamente di “cuore delle donne” e di cardiopatia di genere a partire dal 1991, quando la cardiologa americana Bernadine Healy pubblicò un editoriale sul New England Journal of Medicine dove denunciò come le donne fossero escluse dai test clinici e ricevessero trattamenti meno aggressivi (come bypass o coronarografie) rispetto agli uomini, coniando il termine Sindrome di Yentl per descrivere questa discriminazione.

Nel 2000 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha inserito ufficialmente la medicina di genere nel documento “Equity Act” per promuovere diagnosi e cure appropriate per entrambi i sessi. Nel nostro Paese il concetto ha preso piede intorno al 2000 grazie all’impegno di società scientifiche come la Società Italiana di Cardiologia e nel 2018 l’Italia è stata tra i primi paesi a normare il settore con la Legge 3/2018, per garantire che la salute del cuore femminile non sia più considerata una “variante” di quella maschile.

Le donne spesso presentano sintomi atipici, una maggiore incidenza di fattori di rischio specifici (es. gravidanza, menopausa precoce) e sviluppano patologie diverse, richiedendo diagnosi e approcci terapeutici personalizzati. Durante l’incontro si è visto ad esempio che la mortalità cardiovascolare è maggiore nella donna (43%) rispetto all’uomo (38%), ma che nella donna la malattia cardiovascolare si manifesta dai 7 ai 10 anni più tardi rispetto all’uomo, grazie alla protezione fornita dagli ormoni femminili.

A conclusione della conferenza, i professionisti dell’ASL BI hanno fornito ai partecipanti le indicazioni per autovalutare il proprio rischio cardiologico.

Negli ultimi anni la Cardiologia biellese ha incrementato il numero di ricoveri ordinari del 12%, passando da 1.015 nel 2019 a 1.181 nel 2025, e migliorato la mobilità attiva con un incremento del 35% rispetto al 2019.

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