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Biella e il TripAdvisor che fa male

BIELLA-La nuova moda dei recensori indignati (leggi qui) sembra aver contagiato anche Biella, complice la disponibilità dei vari giornali locali di dar spazio a questi novelli esperti, ed è così che ci siamo ritrovati in un attimo in una spirale di saggezza a basso costo dove chiunque si sente in diritto di dire la sua, poco importa se ciò arrechi danno a terzi.
L’esempio più recente è quello di un nuovo ristorante di sushi cittadino messo alla gogna per futili motivi da un cliente indispettito per un torto subito, che ha trovato spazio proprio attraverso le pagine di questo stesso giornale che ci ospita. Che Biella fosse una città di lamentini l’avevamo capito da tempo, noi ne abbiamo quasi fatta una professione, però sempre senza malizia, cercando a modo nostro di essere goliardici e leggeri ma soprattutto senza mai arrecare alcun danno a terzi.
Qualcuno invece l’ha presa un po’ troppo sul serio e, in questo periodo di faticosa ripresa economica, si è sentito comunque in dovere di affossare (a parole) un’attività appena nata che, come altre, ha invece bisogno di incentivi, di lavorare, fatturare e crescere.

Non entriamo nel merito del dibattito perché chi ha avuto modo di leggere la famosa (o per meglio dire famigerata) lettera e relative repliche si sarà già fatto una sua opinione in merito, parteggiando per l’uno o per l’altra parte, quello che davvero lascia perplessi è la volontà emersa di voler arrecare danno volontariamente, incurante delle conseguenze.
Spiace per questa ennesima dimostrazione di superficialità ed egoismo a scapito di chi cerca solo un modo per campare, perché siamo sicuri che se domani il suddetto ristorante chiudesse per mancato guadagno, gli stessi che l’hanno attaccato se ne lamenterebbero, perché il biellese medio è anche questo e la cosa non ci stupisce, ci mette solo tanta tristezza, anche se in fondo dovremmo esserci abituati.
La Biella che piaceVa

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