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Una raccolta record negli orti solidali

Gli orti solidali cossatesi hanno prodotto 1.900 chilogrammi di verdura e la stagione non è ancora conclusa. Una raccolta record, importante, nonostante le condizioni avverse.

Gli orti solidali cossatesi hanno prodotto 1.900 chilogrammi di verdura e la stagione non è ancora conclusa. Una raccolta record, importante, nonostante le condizioni avverse.

Gli orti solidali cossatesi hanno prodotto 1.900 chilogrammi di verdura e la stagione non è ancora conclusa. Una raccolta record, importante, nonostante le condizioni avverse, come spiega Elide Bussolino, la presidente dell’associazione “La Speranza” che ha in gestione gli orti: “Il clima e la peronospera, la malattia che ha colpito le piantine di pomodori, non hanno favorito la produzione; eppure abbiamo ottenuto un grande risultato. Un successo raggiunto anche grazie ai tanti volontari che ci danno una mano nel coordinare le operazioni e alle persone inviate dalle cooperative sociali che si danno da fare. Certo, se avessimo maggiore disponibilità economica piazzeremmo un’altra serra, simile a quella in uso e produrremmo di più”.

Negli orti solidali di via Cesare Battisti, dati dall’Amministrazione comunale in comodato d’uso e battezzati progetto “Terra promessa”, sono presenti anche tre galline ovaiole introdotte la primavera scorsa, chiamate “galline prepAratrici”.

Queste, infatti, per loro natura diserbano e concimano il terreno, rendendolo adatto a una coltivazione sana. In sostanza è un pollaio mobile e la pratica è nota come “chicken tractor”. “In effetti, non si sta facendo una grande produzione di uova, appena quelle due o tre al giorno – spiegano i volontari presenti al campo -, anche perché sarebbero necessarie altre gabbie, più leggere di quella in uso. E’ comunque un inizio e le galline ci aiutano a produrre verdura biologica. Come dice Bussolino, la stagione non è stata propizia per la raccolta dei pomodori, ma non abbiamo sprecato nulla. Una parte del prodotto è stata raccolta acerba e cucinata diversamente, nulla è stato gettato”.

Anna Arietti

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