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Lanificio Cerruti, cinquanta lavoratori in esubero

Piano di ristrutturazione per rilanciare l'azienda

Azienda e sindacati trovano un accordo per il rilancio del lanificio F.lli Cerruti. Il confronto tra la direzione e le parti sociali  si è concluso con la ratifica del pre-accordo per definire la riorganizzazione, presupposto necessario al piano di rilancio della storica società tessile, uno degli emblemi dell’industria biellese. Dunque su circa 330 addetti, sono 50 gli esuberi dichiarati di cui una minima parte (sei) con licenziamento collettivo e possibilità di accedere agli ammortizzatori sociali e la restante parte con contratto di solidarietà che durerà fino al luglio del prossimo anno.

«Siamo soddisfatti di aver raggiunto un’intesa grazie alla collaborazione con i sindacati e all’unità d’intenti che ci ha visti determinati nella definizione della miglior soluzione possibile – ha commentato al termine dell’incontro Paolo Torello Viera, amministratore delegato del Lanificio Cerruti -. E’ stata infatti compresa la difficoltà data dalla complessa situazione congiunturale: siamo fiduciosi che questo passo porti l’azienda verso la stabilità necessaria a mettere in atto un piano di rilancio del marchio a livello internazionale».

Ricordiamo che dal luglio di quest’anno l’80 per cento del capitale sociale del lanificio è nelle mani di Njord Partner, un fondo anglo-svedese con sede a Londra mentre la famiglia Cerruti mantiene il restante 20 per cento. Il passaggio delle maggioranza del capitale sociale al gruppo anglo – svedese aveva fatto seguito al fallito tentativo di acquisizione da parte del gruppo biellese Brandamour.
Nel 2017 il lanificio Fratelli Cerruti aveva raggiunto i 70 milioni di fatturato, l’85 per cento del quale grazie all’export.

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