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Vaccini, il 25-30% del personale di Asl e Rsa dice “no”. Montoro: «Nel nostro settore andrebbe fatto a tutti»

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Procede a ritmo serrato la campagna di vaccinazioni, non solo per il personale sanitario e amministrativo delle Asl. In questi giorni, infatti, si parte anche con le case di riposo.
Secondo le stime attuali, per quanto riguarda i dipendenti dell’Azienda sanitaria locale, il 75 per cento delle persone ha aderito, mentre il restante 25 per cento per il momento ha rifiutato il vaccino. Percentuali che si riflettono anche nelle Rsa, almeno secondo i sondaggi interni realizzati da società e cooperative che le gestiscono.
«Abbiamo il 30 per cento di persone che dicono “no” – conferma con tono sconsolato Francesco Montoro, presidente di Eurotrend -. Si tratta di numeri a mio avviso troppo elevati, in particolar modo in una realtà come quella delle residenze per anziani. Dovremmo farlo tutti».
Per l’imprenditore, che tra l’altro attualmente si trova in quarantena proprio a causa del Covid-19, si tratta di una questione fondamentale: «In ufficio da me, ad esempio – racconta -, è bastata una persona positiva per contagiarne altre otto. Il problema è grave, anche quando è soltanto un operatore a non volersi vaccinare. Allora mi chiedo: se questo operatore contrae il Covid e contagia un ospite della casa di riposo che magari ci rimette la vita, chi deve risponderne? Può esserci una rilevanza penale? E a livello assicurativo? Al momento anche su questi punti non c’è molta chiarezza».
La cooperativa in queste settimane si sta adoperando per sensibilizzare tutti i propri 2400 dipendenti: «Come dettato dalle circolari – spiega Montoro -, insieme ai responsabili della sicurezza abbiamo attivato dei corsi di formazione e sensibilizzazione, per spronare i nostri operatori a vaccinarsi. A mio avviso, bisognerebbe pensare a una sorta di “patentino”: per operare in certi settori e per viaggiare bisogna essere idonei. Purtroppo sul tema vaccini c’è ancora tanta ignoranza, siamo come a Washington: basta un cretino col cappellino per convincerne altri cento. Una volta il vaccino lo facevamo tutti».
Anche un’altra grande realtà socioassistenziale del territorio, Anteo, si prepara alla campagna vaccinale. Nella giornata di giovedì, medici e infermieri hanno vaccinato personale e ospiti della casa di riposo di Gaglianico. A dare il buon esempio c’era anche il numero uno della cooperativa, Luca Tempia: «Quella di Gaglianico – racconta – era la prima in assoluto per quanto ci riguarda. Il primo impatto è stato positivo: hanno aderito quasi tutti. Spero si vada avanti così anche con le prossime strutture».
Buona la prima, dunque: «Sono stati vaccinati ospiti e personale sanitario e amministrativo – racconta Tempia -. Se n’è occupata un’equipe dell’Asl composta da cinque medici e tre infermieri. Sono stati davvero molto efficienti, hanno fatto tutto in una giornata. Sono stati bravi e professionali. Nonostante si sia ancora in una fase di rodaggio, mi sono sembrati molto ben organizzati».
Visto che lui stesso si è sottoposto alla vaccinazione, la domanda è quasi d’obbligo: ci sono stati i tanto temuti effetti collaterali? Sorride: «No, assolutamente. Nessun effetto collaterale».

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