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Dovete smetterla di screditare il Villaggio Lamarmora

In questi giorni tante se ne sono dette e ancor di più scritte in merito allo scontro che si è verificato al Villaggio Lamarmora nei giorni scorsi e molti dei commenti che ho letto mi hanno lasciato sgomento. Perché se è vero che non si può permettere che fatti del genere accadano nella nostra cittadina, è altrettanto vero che sminuire e screditare un quartiere della nostra città composto da quasi 5000 abitanti per colpa dei quaranta o cinquanta nomi noti è un atto avvilente e diffamatorio.

Ho frequentato il Villaggio Lamarmora sin da bambino, al campo sportivo ho mosso i primi passi nel mondo del rugby, in piazza Falcone, al mercato, ho lavorato e ancora oggi aiuto i miei genitori, mia moglie e la sua famiglia sono del Villaggio e nella chiesa “Nostra Signora d’Oropa” mi sono sposato e abbiamo battezzato i nostri due figli. Mi sento quindi un componente di questa comunità, un figlio adottivo della famiglia del compianto Don Gibello che tanto si è speso per il bene del quartiere, aiutato dai residenti, e lasciando l’eredità a Don Ezio che continua la sua opera.

Ho letto molti,troppi commenti indignati di cittadini che accusano l’amministrazione di aver “usato” il Villaggio Lamarmora come bacino di voti “comprandoli” (con la festa di fine campagna) e una volta eletti li ha dimenticati. Per noi non esiste una Biella di serie A ed una di serie B e chi dice il contrario manca di rispetto non solo all’amministrazione ma ad una intera comunità che conta centinaia di famiglie per bene. In comune stiamo lavorando per migliorare la città e per risolvere i problemi ereditati, nessuno verrà lasciato indietro e le “mele marce” saranno giudicate dalla legge.

Andrea Ferrero

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