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Atap, con il coronavirus gli utenti crollano del 90%

BIELLA – Un crollo di almeno il 90% del numero dei biglietti e degli abbonamenti venduti. Ma per l’Atap non è allarme, perché i fondi statali/regionali saranno comunque garantiti. E’ questa la sintesi d’insieme dell’azienda di trasporti del territorio, che da un paio di giorni s’è affacciata alla “Fase 2” dell’emergenza sanitaria legata al “Corona-virus”. Lo spiega bene il presidente, Vincenzo Ferraris: «I conti si fanno a fine anno, ma è chiaro che il bilancio è comunque salvo per il fatto che l’Azienda di Mobilità ci abbia già garantito i fondi come se negli ultimi mesi avessimo lavorato regolarmente. Cosa che ovviamente non è avvenuta perché erano chiuse tutte le scuole che già da sole rappresentano circa il 70% delle nostre corse complessive».

Con i cancelli chiusi fino alla fine dell’anno, la situazione attuale di Atap quindi non può tornare alla normalità rispetto a dodici mesi fa. «Infatti il nostro numero di utenti è, in questo momento, simile al periodo estivo, quando le scuole sono chiuse – spiega Luca Castagnetti, nel consiglio d’amministrazione dell’azienda -. In questi primi giorni abbiamo ripreso l’attività, assicurando più corse possibile, compatibilmente con la situazione esistente. La linea più frequentata al momento è quella dell’asse tra Biella e Cossato, che tocca quindi anche Vigliano e Valdengo. E poi anche quella verso Verrone, dove c’è lo stabilimento industriale automobilistico. Ma siamo ai primi giorni, che definirei d’assestamento. Seguiamo con grande attenzione l’evoluzione della situazione, in modo da tarare il numero di corse per evitare disservizi o sprechi».

«In questi primi giorni, comunque, non abbiamo registrato nessun problema – insiste Ferraris – nonostante ci trovassimo di fronte ad una situazione molto complessa per tutti».

«La questione economica è importante, ma non va fatta alcun terrorismo – insiste Ferraris -. Stiamo valutando con grande attenzione la situazione, tenendo conto che lo scenario può cambiare da una settimana all’altra. E comunque già adesso siamo chiamati a tutta una serie di norme che limitano il numero di possibili passeggeri. Stiamo parlando delle famose distanza tra un utente e l’altro». «Inoltre va tenuto conto dei costi aggiuntivi per la sanificazione dei mezzi – insiste Castagnetti -. Prima dovevamo pulire i mezzi a fine turno, oggi invece c’è una vera e propria sanificazione che comporta spese maggiori».

«Inoltre c’è un problema di biglietti e di abbonamenti venduti e non utilizzati sui quali bisognerà fare un ragionamento – spiega ancora Ferraris -. Vale per gli studenti, ma non solo. Insomma le questioni sul tavolo sono molte e articolate, ma le affronteremo. E’ importante che i mezzi abbiano ripreso a circolare sulle strade, sia nella linea urbana sia in quella extra-urbana. I numeri sono ovviamente bassi. Probabilmente in questa prima fase molte persone utilizzano l’automobile per spostarsi perché non è chiaro quante linee e autobus siano attivi. Spero che a brevissimo, invece, tutti quegli utenti che usavano il bus per lavoro o altri spostamenti tornino sui nostri mezzi».

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