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Dopo la paura all’Anffas si tira un sospiro di sollievo, tamponi tutti negativi

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Sessanta tamponi per verificare la positività al “Corona-virus” sono stati effettuati lo scorso 25 aprile nelle due strutture residenziali gestite da Anffas. L’esito è stato negativo per tutti: 26 ospiti e 34 operatori.
“Tutto è bene quel che finisce bene. La nostra richiesta è stata accolta e ora possiamo lavorare in tranquillità” è il commento della presidente dell’associazione Maria Teresa Rizza.
Nelle scorse settimane i vertici dell’associazione, sia a livello nazionale sia in ambito locale, avevano chiesto un intervento rapido alle autorità sanitarie e regionali, affinché queste strutture non diventassero delle vere e proprie “bombe sanitarie”. Troppo alto, infatti, il rischio di contagio per realtà dove molte persone si ritrovano a convivere in spazi ristretti, tra assistenza e cure, in un clima familiare.
Anche la Rai si era interessata al tema, con un reportage sulla struttura che si trova in centro a Biella, andato in onda sul TG1.
L’Anffas Biellese ha un’altra struttura analoga a quella cittadina, a Salussola.
“Ora possiamo proseguire il nostro lavoro nel migliore dei mondi – spiega Ivo Manavella, presidente della Cooperativa Sociale Integrazione Biellese, braccio operativo di Anffas -. Perché è stata certificata la buona condizione di salute di ospiti e di operatori. Un grazie quindi ai vertici dell’azienda sanitaria, che hanno ascoltato le nostre esigenze e risposto in tempi celeri. Il 25 aprile infatti sono stati effettuati i tamponi e tre giorni dopo sono stati consegnati gli esiti a tutti, nel rispetto delle norme sulla privacy”.
“L’altra buona notizia è che tre nostri operatori, che erano risultati positivi al “Corona-virus”, sono guariti e quindi, presto, nel rispetto delle loro condizioni di salute e dei relativi protocolli, rientreranno al lavoro” aggiunge Manavella.
Il centro diurno di Gaglianico, al momento, resta chiuso. “E quando riaprirà sarà molto diverso – spiega ancora Manavella -. Stiamo infatti predisponendo una serie di lavori per rendere la struttura adeguata alle nuove condizioni ambientali vista l’emergenza sanitaria. Non riapriremo il 4 maggio, perché queste operazioni di ristrutturazione devono essere completate nell’interesse degli ospiti, delle loro famiglie e dei nostri dipendenti e collaboratori. I lavori sono svolti nel rispetto delle norme previste da Prefettura e Azienda sanitaria locale”.

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