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Biella

Il sindaco Corradino dovrebbe dimettersi

Il commento di Wilmer Ronzani

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Sindaco Corradino, abbia un sussulto di dignità e si dimetta. Lo faccia nell’interesse della città che per colpa della sua amministrazione sta pagando un prezzo altissimo. Biella non è mai stata amministrata male come in questi due anni. Questo non è solo il mio giudizio, ma una opinione sempre più diffusa anche tra gli elettori che l’avevano votata e che in questi mesi hanno potuto toccare con mano la vostra inadeguatezza.

La città ha dovuto rinunciare a risorse importanti che avrebbero potuto essere assai utilmente impiegate per affrontare la fase della post pandemia; una opportunità che invece hanno saputo cogliere tutte le altre città capoluogo di provincia della nostra Regione. È un danno enorme quello che avete provocato che inciderà in maniera significativa sulle possibilità di ripresa e sulla vita dei cittadini.

Nel tentativo di “mettere una toppa” e di evitare le elezioni anticipate (che nelle condizioni attuali rappresentano la via maestra per impedire che la crisi si avviti su stessa) avete discusso per settimane della possibilità di allargare l’esecutivo a Gabriele Mello e Claudia Ramella, ex Presidente del Tribunale di Biella, ma anche questo tentativo di “tirare a campare” è fallito.

Ciò che vi tiene insieme non è una comune visione della città, né tanto meno una cultura di governo, ma la necessità di non perdere il potere. Due anni fa siete tornati alla guida della città promettendo agli elettori che l’avreste cambiata ma la promessa è stata tradita. Non solo, ma è sempre più evidente come lei e la sua giunta siate diventati parte del problema.

I mesi che verranno saranno decisivi per impedire che la nostra città scivoli sempre di più verso il basso e per affrontare i problemi che la crisi economica e sociale che la pandemia ha ulteriormente aggravato, cogliendo tutte le opportunità.

Non credo però che lei e la maggioranza che l’ha sostenuta fin qui abbiate l’autorevolezza, le competenze e la compattezza per produrre lo “scatto” che sarebbe necessario. Lo dico senza alcun compiacimento e nella convinzione che i problemi della città vengano prima delle proprie convinzioni e delle appartenenze politiche. Avrei preferito che la città potesse contare su un sindaco e una giunta, di cui non condividevo le idee e i programmi (e che proprio per questo avrei continuato a criticare) ma capaci di misurarsi con le enormi sfide che la città ha di fronte. Cosi non è stato! Per questo io credo che lei dovrebbe sentire la responsabilità di fare un passo indietro.

Wilmer Ronzani

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