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Daspo agli ultras della Biellese, Filoni: “Certi provvedimenti mi paiono esagerati”

L’esponente di AVS-Sinistra Italiana giudica «sproporzionati» i divieti fino a sei anni dopo gli episodi in Coppa Italia. «Il tifo organizzato è un patrimonio da comprendere, non solo da reprimere»

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«Premetto che non giustifico in alcun modo episodi di violenza o intimidazione, ma i provvedimenti adottati nei confronti di alcuni ultras della Biellese mi appaiono esagerati e sproporzionati rispetto ai fatti avvenuti».

Toni Filoni, della segreteria provinciale di AVS-Sinistra Italiana, interviene così sulla vicenda dei Daspo emessi dopo gli episodi verificatisi durante la partita di Coppa Italia tra Biellese e Borgosesia, con divieti di accesso agli stadi che arrivano fino a cinque e sei anni.

Filoni non mette in discussione la necessità di contrastare comportamenti violenti, ma invita a valutare le misure adottate anche alla luce del contesto locale. «Biella non è Roma o Milano: la realtà del nostro stadio e della nostra tifoseria non è paragonabile a quella delle grandi piazze – osserva -. Per una situazione come questa sarebbe bastato un semplice ammonimento; un richiamo, un cartellino giallo, usando la metafora calcistica».

Filoni: «Il tifo organizzato è un patrimonio da comprendere»

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Toni Filoni

Nel suo intervento, il rappresentante di AVS-Sinistra Italiana sottolinea anche il ruolo sociale del tifo organizzato, soprattutto nelle realtà di provincia. «Gli ultras e il tifo organizzato rappresentano ancora oggi, almeno nei piccoli centri, un punto di aggregazione sociale e un amore appassionato per quei colori bianconeri – afferma -. È un patrimonio da comprendere e accompagnare, non solo da reprimere».

Da qui l’auspicio che la vicenda possa diventare l’occasione per riaprire un canale di dialogo tra le istituzioni e la tifoseria, sulla scia di quanto avvenuto in passato. «Mi auguro che si apra un dialogo con la tifoseria, come avvenne tanti anni fa, quando lo stadio di Biella contava 3.000 presenze e la squadra militava in Serie C. In quegli anni il confronto e il rispetto reciproco hanno permesso di vivere la passione sportiva in un clima sereno».

L’appello al nuovo questore

L’intervento si chiude con un invito al confronto con i vertici della Questura. Filoni sottolinea che tra la tifoseria e le forze dell’ordine c’è sempre stato un rapporto positivo e collaborativo, che a suo avviso deve essere preservato anche dopo i recenti provvedimenti.

«Con la Questura c’è sempre stato un rapporto buono e di collaborazione, e sono certo che resterà tale – conclude -. Per questo auspico un confronto sereno con i vertici della Questura, a cominciare dal nuovo questore, nell’interesse dello sport e del territorio».

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