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Contro il ministro Lucia Azzolina critiche irragionevoli e meschine gelosie

Un articolo di Giovanni Rinaldi

Ogni sistema democratico prevede sempre l’alternanza al governo da parte dei partiti o dei loro portavoce. È inevitabile che di volta in volta qualcuno abbia più successo degli altri. Gli attacchi e le critiche però spesso sono irragionevoli e le meschine gelosie fra le posizioni contrapposte annullano la speranza che ad usufruirne possano essere il tono e il livello della democrazia. Si cerca di demolire arbitrariamente l’opinione opposta e anche laddove potrebbe essere confutata razionalmente, sarà pur sempre utile attaccarla dal lato emotivo. Ciò premesso, immaginare un processo politico democratico che si astenga dal far leva sull’invidia è oramai una chimera.

Spesso anche le persone che sembravano a te care ne rimangono coinvolte. E se il vero amico non è colui che si dimostra solidale nella disgrazia, ma quello che sopporta il tuo successo, personalmente ho visto addirittura un amico togliermi il saluto solo perché tra i candidati alle parlamentarie (quelle interne del M5S) un giorno di gennaio vide l’attuale Ministro dell’Istruzione. Ma si sa chi vive di invidia muore di rabbia.

Ritorniamo ai fatti degli ultimi giorni. Una ragazza siciliana che sceglie di vivere a Biella, plurilaureata, viene convinta da due anonimi consiglieri comunali di Biella a candidarsi alle elezioni nazionali perché ritenuta capace e preparata. L’elezione in Parlamento sembra un’impresa impossibile invece seguono, in 24 mesi, la nomina a sottosegretario di Stato e successivamente a Ministro della Repubblica.

Lucia Azzolina

A molti però è apparso irragionevole che, nel nuovo ventennio, una donna, giovane, due lauree con il massimo dei voti, occupata stabilmente, possa con una serie di dribbling alla Messi superare dinosauri della Politica e raggiungere i vertici del Governo. Ancora più irragionevole per qualcuno se questo succede a Biella, visto che lei non è una indigena. E allora si mette da parte la critica e si sguainano le calunnie. Perché le calunnie non si devono dimostrare. Basta ripeterle. E più sono inverosimili e meglio le ricordano gli altri!

E cosi a tuonare è la collega parlamentare On. Cristina Patelli: “Basta persone con scarsissime competenze a decidere le sorti dell’Italia”. E quale sarebbe il peccato dell’ On. Lucia Azzolina? I numerosi titoli accademici e una concreta e oggettiva esperienza nel Diritto scolastico? No! Perché quello è un dato ontologico (curriculare), bensì il fatto di aver partecipato ad un concorso a Dirigente Scolastico e vincerlo senza però aver ottenuto il massimo.

Si perché Lucia Azzolina nella prova orale ha avuto effettivamente 0/6 in informatica (era una sola domanda – sorteggiata – su una formula di Excel che ha detto chiaramente di non conoscere) e preso 5/12 nella parte in cui si verificava la sua conoscenza dell’inglese. Una performance migliore invece nelle cosiddette “discipline” (che pesavano di più in termini relativi sul voto finale) dove raccoglie 70/82 chiudendo con un totale di 75/100. Ancora 80.5 (per la prova scritta) e 3 punti per titoli (una laurea in più) quindi 158.5 punti (vincitrice!).

Fatta questa inessenziale premessa, per i meno dotti e i malpensanti, però se a contestare il merito e il curriculum del neo Ministro dell’Istruzione sia proprio l’On. Patelli allora si rischia di cadere nel ridicolo!

Perché è duro ammetterlo, ma se non si riconosce il demerito non si potrà mai valorizzare il merito. Non sarò io a dissertare qui sul suo contenuto curriculare, ma riprendendo il suo anatema “Basta persone con scarsissime competenze a decidere le sorti dell’Italia” vogliamo ricordare che sebbene non al governo, l’On. Cristina Patelli, riveste il nobilissimo ruolo di Legislatore e che le sue specifiche competenze non crediamo possano apportare un rilevante contributo alla legislazione nazionale.

Competenze da me apprese, non ora, ma subito dopo la sua stessa elezione da membri del suo stesso partito che, devastati per quel risultato, mi manifestarono le loro frustrazioni esponendomi qualità, modalità e merito curriculare della stessa.

Ma la politica è strana, e nonostante la mia notoria nota polemica, ho sempre evitato di strumentalizzare quel curriculum anche perché devo ammettere che se dovessi prendere in mano io un decespugliatore non saprei neanche come accenderlo.

Un’uscita inopportuna insomma o meglio una schioppettata. Aveva sicuramente ragione Gesualdo Bufalino a dire che occorrerebbe per la penna, come si usa per ogni micidiale strumento, il porto d’armi. Ma questo non significa che chiunque abbia un porto d’armi e utilizzi un’arma da fuoco debba per forza usare la penna.

Tralasciamo, infine, l’indubbio gusto di postare e riprendere, in quanto donna, l’aggraziato commento del Capitano sulle capacità orali del neo Ministro, visto che, probabilmente, fa punteggio in capo ai parlamentari della Lega raccogliere commenti sessisti e gli avvilimenti di qualcuno.

Insomma, tra gioia e mal di pancia, Biella ha un Ministro dopo circa 60 anni.

E se qualcuno non ha gradito, sicuramente Archimede, Filemone, Acheo, Elio Vittorini e qualche altro staranno festeggiando.
Giovanni Rinaldi

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