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Pausa Caffè

Se la politica rimane alla finestra

Pausa Caffè la rubrica di Giorgio Pezzana

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Mettiamoci il cuore nei grandi eventi biellesi. Gli alpini biellesi hanno penato per decenni per riuscire a portare la grande Adunata delle gloriose penne nere a Biella e poi, tutto si esaurisce con il metallico fragore dei registratori di cassa? 

BIELLA – Pensavo in questi giorni, sfogliando i giornali, che il microcosmo biellese è in miniatura la replica di quanto sta avvenendo a livello planetario. Cioè la triste immagine della politica divorata dal sistema finanziario che usa ormai i politici come burocrati per ottenere permessi, autorizzazioni e spazi per poter fare ciò che vuole.

Certo, a Biella avviene tutto in modo assai più soffuso, talvolta un po’ ipocrita, perché a fare buon gioco sono spesso le conoscenze personali o le opportunità di incrociarsi ogni giorno per strada. Però, se a tenere in mano le leve del mondo sono le multinazionali ed i grossi gruppi finanziari e non certo i governi dei vari Stati, nel Biellese a comandare oggi sono le Fondazioni bancarie (in special modo la Fondazione Cassa di Risparmio di Biella) ed un manipolo di imprenditori.

I politici, ormai da anni, non fanno che piangere miseria, spesso inascoltati. Penso al bando promosso dalla Città di Biella con la speranza di attrarre qualche privato interessato alla causa della funivia Oropa – Mucrone, ferma da due anni e più. Bando andato completamente deserto, il che la dice lunga sul supposto interesse dei biellesi per il ripristino dell’impianto.

Ma la dice lunga anche il fatto che ormai le più rilevanti iniziative o progetti in ambito culturale, sportivo, scolastico, sociale che si sviluppano a Biella e nel Biellese hanno quale irrinunciabile finanziatore e spesso ormai anche promotore, la Fondazione Crb. Sia chiaro, in ambito locale l’operato della Fondazione è non solo importante, ma in alcuni casi fondamentale (penso ad opere imponenti come la costruzione del nuovo ospedale che senza il sostegno di questo ente sarebbe stato probabilmente irrealizzabile e penso al costante sostegno per la manutenzione strutturale del Santuario di Oropa).

Questa situazione sta però generando una forma di disequilibrio che mette in secondo piano il ruolo decisionale ed amministrativo della Giunta di palazzo Oropa, già di per sé troppo adagiata sulle scelte operate dalla Giunta precedente, pur se di segno opposto. Il che rende sempre più sbiadita la cifra politica di Corradino e dei suoi assessori. Ma, purtroppo, il potere del denaro scandisce i tempi delle pandemie e delle guerre, sarebbe a dir poco strano se non avesse una voce decisiva sulle scelte che si operano in questo territorio. Con i politici ridotti ormai ad una consenziente e talvolta un po’ servile platea.

 

Giorgio Pezzana

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