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Pausa Caffè

«Poi però non ci si scandalizzi per i rave party…»

Tanta è l’intolleranza di questa città che si mette in pantofole alle sette di sera

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Mi ha lasciato a dir poco perplesso la notizia dei giorni scorsi che riferiva di una telefonata in questura per lamentare l’eccessivo rumore proveniente dal bar “Senza tempo”, nel rione Riva di Biella. Si stava facendo musica all’ora dell’aperitivo e tutto sarebbe finito alle 21,30, cioè in un orario ben lontano e diverso da quelli che potrebbero creare delle turbative notturne. Eppure, qualcuno ha ritenuto di sollecitare un intervento della polizia, che di interventi simili, suo malgrado, ne deve assicurare ogni settimana, da anni, tanta è l’intolleranza di questa città che si mette in pantofole alle sette di sera.

Non è certo mia intenzione prendere le difese dei fracassoni o di coloro che, fradici d’alcol, ogni fine settimana, quasi sempre nel cuore della notte, da tempo recitano lo stesso penoso copione fatto di risse, grida, stridor di gomme e di marmitte. Ma, credo, sino alle 21,30 non dovrebbe essere un problema l’ascoltare un po’ di musica che si irradia da un locale.

Non dovrebbe e non deve, se ancora vogliamo sperare che questa città non si trasformi definitivamente in una RSA a cielo aperto, se vogliamo concedere qualche spazio a quei figli che non vorremmo vedere andare via, se davvero ci facesse piacere essere, anche se in dimensioni ridotte, meta di qualche turista di passaggio. Perché poi non ci si può scandalizzare per i rave party, invocando gli interventi di polizia, carabinieri ed esercito per disperdere quei ragazzi che sono stati cacciati dalle loro città e che, illegalmente, cercano luoghi di aggregazione non autorizzati e spesso pericolosi. Perché una comunità è fatta di tanti equilibri che sono all’origine della convivenza e tra questi uno dei più importanti è l’interazione tra vecchie e nuove generazioni. Soprattutto quando le vecchie non dimenticano di essere state, solo qualche decennio fa, a loro volta giovani.

Spero che il bar “Senza tempo” riprenda ad offrire questi aperitivi in musica e non si lasci intimidire da chi, nel nome di una tranquillità esasperata ed un po’ egoistica, vorrebbe trasformare Biella in un luogo di pace troppo simile a quello dei cimiteri.

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