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Pausa Caffè

Il teatrino di replicanti che non sa smentirsi

“Pausa Caffè”, la rubrica settimanale di Giorgio Pezzana

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Si è conclusa domenica al parco Arcobaleno di Masserano la 24a edizione della Festa Celtica di Beltane che ha convogliato nella bellissima area verde, attrezzata per l’occasione, oltre 10mila persone. Biellesi, certo, ma anche tantissima gente proveniente da svariate regioni d’Italia e dall’estero, il che rappresenta un valore aggiunto importante per un territorio come quello biellese che da decenni insegue un sogno turistico che non si avvera mai.

Eppure, un simile evento, viene sistematicamente ignorato dalle istituzioni che anziché cercare di farlo proprio e di annoverarlo tra le date di un calendario virtuale (che non esiste, perché neppure ad un calendario delle maggiori manifestazioni si è riusciti a dare vita in una cabina di regia che non c’è), viene semplicemente trascurato. Perché? Io qualche motivazione penso di conoscerla (avendo organizzato 23 edizioni di Biella Festival, noto negli ambienti della musica indipendente di tutt’Italia, meno che a Biella), ma forse è il caso di lasciare un pro memoria ai posteri.

Innanzitutto, Biella ed il Biellese sono realtà che si muovono per ambienti e non per meriti acquisiti. Quali ambienti? Parecchi, ne cito alcuni a caso: appartenenza partitica, circoli privati, massoneria, imprenditoria e loro accoliti ed affiliati. La non appartenenza ad almeno uno di questi ambienti già rappresenta un handicap spesso insormontabile. Superata questa prima fase, c’è poi l’”innamoramento”; cioè le istituzioni si appassionano a situazioni, personaggi, luoghi, eventi e lo fanno con trasporto, con dedizione frenetica ed esclusiva.

Ora è il momento del “sostenibile” e del “sociale”, ma è ancora ben salda l’infatuazione per i terzi paradisi, senza mai perdere di vista il tessile e tutti coloro che se ne occupano anche se, vogliamo scherzare? gli amanti sotto il letto rimangono sempre la montagna ed il mondo delle banche e della finanza. Poi ci si concede qualche diversivo, certo, ma facendo in modo che ad esserne protagonisti siano sempre quelli del “giro” delle appartenenze e degli “innamoramenti” di cui sopra. Quindi un po’ di arte, un po’ di cultura, un po’ di spettacolo, un po’ di sport ma… senza esagerare, senza troppe convinzioni e, soprattutto, senza crederci davvero.

Con queste premesse, si vorrebbe parlare di turismo e di promozione di un territorio che non ha mai saputo fare squadra davvero, solcato da invidie, rancori mai sopiti e talvolta anche pregiudizi. E così, forti di questo fardello che si fa via via sempre più greve, si possono ignorare (o meglio, fingere di ignorare) eventi ed iniziative che più di altri potrebbero o avrebbero potuto portare Biella ed il Biellese al di fuori dei consueti ambiti, trasformando i motivi di orgoglio di una provincia in un desolante teatrino di replicanti.

Giorgio Pezzana

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