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Vecchia Biella, stame su da dos!

C’era una volta una bella cittadina fatta di strade, borgate, parchi, giardini, vita, allegria, prosperità, lana, tessuti, pezze e filati

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Vecchia Biella, stame su da dos! C’era una volta una bella cittadina fatta di strade, borgate, parchi, giardini, vita, allegria, prosperità, lana, tessuti, pezze, filati e tanta voglia di stame su da dos.

C’era una volta una bella cittadina fatta di strade, borgate, parchi, giardini, vita, allegria, prosperità, lana, tessuti, pezze, filati e tanta voglia di stame su da dos.

Vecchia Biella, stame su da dos!

C’era una volta una bella cittadina fatta di strade, borgate, parchi, giardini, vita, allegria, prosperità, lana, tessuti, pezze, filati e tanta voglia di stame su da dos. Una città che non aveva bisogno di nulla, non cercava nulla e non voleva nulla, se non continuare a vivere isolata, con i frutti del proprio lavoro, artigianale, unico e inimitabile. C’era una volta una città che non ha saputo capire quando questa magia stava per finire, non ha saputo cogliere l’attimo e seguire l’onda del rinnovamento. Troppo sicura di essere sempre e comunque unica nel suo genere.

Caro figlio mio

No, non è l’ennesimo post, articolo, scritto su come si stava meglio quando si stava peggio, semplicemente è la riflessione di un padre a suo figlio, cercando di spiegare perché lui non avrà le opportunità che abbiamo avuto noi. Che hanno avuto i suoi nonni e i nonni dei suoi nonni, perché lui non potrà crescere e maturare come le vecchie generazioni, in un ambiente sicuro, concreto e stabile. Perché lui dovrà adattarsi, inventarsi, uscire, ampliare la propria visione del mondo, un mondo evoluto suo malgrado, per fortuna.

Paghiamo gli errori del passato

Paghiamo oggi gli errori del passato, gli errori della politica, degli imprenditori e di quegli stessi cittadini troppo sicuri di avere la verità in tasca. Oggi più che mai ci siamo uniformati, siamo diventati come gli altri e forse peggio, perché impreparati e poco avvezzi al cambiamento. Ancora si guarda con scetticismo e timore alle nuove realtà, ancora si sbeffeggiano le novità, la tecnologia, l’evoluzione naturale delle cose. Un gregge di mai cuntent invade i social rimpiangendo i tempi che furono non con il dovuto distacco ma con una sorta di nostalgia triste, senza soluzione di continuità, quasi a negare il regolare corso degli eventi.

Per fortuna siamo biellesi

I giovani sono il futuro, diceva qualcuno e non possiamo che sperarlo, nonostante chi non ci crede, chi deride, chi fa di tutta l’erba un fascio, ignorando che qualcosa di buono c’è. Dimenticando che il retaggio del passato non è più un obbligo e quasi gioendo dei fallimenti futuri, con invidia e mal riposta sfiducia, perché vedere fallire chi cerca di fare forse appaga quelli che non sono stati in grado di adeguarsi.

Per fortuna siamo biellesi e se una cosa i giovani l’hanno imparata dai vecchi è “stame su da dos” … unico baluardo a una speranza di rinascita.

La Biella che piaceVa

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