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Gli Sbiellati

Metodi empirici

Gli Sbiellati: Una rubrica per guardarci allo specchio, e non piacerci

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BIELLA – Temo d’aver già dato fondo a tutti gli incipit possibili, almeno a quelli che possano giustificare un noioso ritorno sull’argomento, ma a leggere la cronaca cittadina non resta molto altro. Aspiriamo tutti a qualcosa di più eccitante che ci solletichi il gossip, piuttosto che l’aggiornamento su un inedito negazionismo pandemico o la conta dei disastri di un’Amministrazione meno che ordinaria. Eppure di qualcosa bisogna pur parlare, di qualcosa si ha pur da scrivere per non perdere l’abitudine e ascriversi silenti al nutrito club dell’analfabetismo funzionale che parla a vanvera o approva tacitamente.

Visto il metaforico sbracciarsi a favore di telecamera del nostro primo cittadino, in preda a visibilissima ansia da prestazione, non ci resta che fargli caso e tornare sulla sua Amministrazione meno che ordinaria.

Lo si può trovare ormai ovunque, prodigo com’è di dirette social e interviste sui giornali locali corredate da sue foto con l’aria indaffarata indossata apposta, che ricorda quella un po’ stralunata di chi si è tolto la cravatta a un pranzo di matrimonio già dopo la seconda portata.

A fargli le pulci ci ha provato un consigliere di minoranza, al solito compìto e precisino, ma non certo privo di capacità di analisi. Per quantificare la produttività di questa giunta zoppa si è inventato un metodo empirico molto semplice, non per questo meno efficace: è andato a contarsi le delibere di giunta di questi ultimi mesi per metterli a confronto con lo stesso periodo degli anni passati. Ha poi dato i numeri: 127 delibere nel 2019; 80 nel 2020 e 59 nel 2021.

Prendendo pure il risultato con le riserve del caso, a prima vista il calo di entusiasmo produttivo della Giunta è evidente, fino a sospettare che quest’anno a malapena copra il fabbisogno ordinario. La difesa che ne fa lo stesso sindaco è a dir poco balbettante, come a dover giustificare di non aver fatto i compiti a casa: abbiamo riunito più lavori in un’unica delibera… la burocrazia ci rallenta… e via biascicando. Poi ci prova lui, a dare dei numeri, ma li dà sbagliati e buoni per giustificare altre polemiche.

È recente la notizia che il Governo ha deciso per un aumento delle indennità dei sindaci, e il nostro punta al raddoppio dopo essersela già aumentata a inizio mandato, quando le delibere erano numerose e questa fu una delle prime. Il suo vice, con sprezzo del ridicolo, gli coprì le spalle farneticando (in un post del dicembre 2019) delle 18 ore giornaliere lavorate dal capo, mentre lui ora confessa candidamente che per supplire al buco di giunta ne lavora 16 al giorno in luogo delle precedenti 14. Provino a giocarli al lotto, questi numeri, e magari con l’eventuale vincita facciano finta che siano soldi del bando perso per strada. Qualcuno ancora disposto a credergli può essere che lo trovino, coi tempi che corrono.

Se proprio l’artigianale metodo empirico escogitato dal consigliere di minoranza di cui davamo conto non soddisfa, possiamo sempre proporre di introdurre un diverso metodo di calcolo della produttività di questa amministrazione: ad esempio considerando il numero di selfie, di strette di mano, di pacche sulle spalle, di processi a carico, di cappellini indossati rispetto a quelle precedenti.
Qualcosa nella narrazione di governo della città non funziona. Restiamo in attesa che la crisi si risolva: dopo le vacanze estive; dopo le amministrative di ottobre; dopo le provinciali di dicembre; dopo Natale, Pasqua e tutte le altre feste comandate. Dispiace per il presente e per il futuro di questa città. Che forse è meglio dire ex città, visti i progetti di cui si continua solo a straparlare: ex Ospedale, ex Rivetti, ex Pettinature, ex Biblioteca. Una città in dismissione, e non da ieri.

Biella è anche scivolata verso il basso della classifica delle città più “green” pubblicata dal Sole 24 Ore. Cosa ne pensa il sindaco, dall’alto del suo pragmatismo? Che, parole sue, “Biella non è peggiorata; è che altre città sono fortemente migliorate e questo non possiamo negarlo”. Prendetevi pure una pausa per ridere (so che ci sarebbe invece da piangere, ma dai: su col morale). Intanto neppure i novelli vigili urbani che han vinto il recente concorso han voglia di fermarsi in città e se ne vanno. Tocca farne un altro, di concorso, alla faccia dei proclami spesi anche qui.
Col Pnrr che, visto quel che passa il convento con questa conventicola, a noi comincia a suonare sempre più come una pernacchia.

Lele Ghisio

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