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Economia

Bilancio positivo per Banca Sella: approvato a settembre con un utile in crescita quasi del 30%

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Il Consiglio d’amministrazione di Banca Sella ha approvato i risultati al 30 settembre 2019 che si sono chiusi con un utile netto di 29,2 milioni di euro, in crescita del 28,9% rispetto ai 22,6 milioni di euro dello stesso periodo dell’anno precedente.

Positivo anche l’andamento della raccolta globale al valore di mercato, pari a 27,6 miliardi di euro, in crescita dell’8,3% rispetto alla fine del 2018. La componente della raccolta diretta si è attestata a 11 miliardi di euro, in crescita del 10,1%.

Quanto al credito a famiglie e imprese, gli impieghi sono saliti del 2,9% rispetto alla fine del 2018, attestandosi a 7,2 miliardi di euro. L’Npl Ratio netto è ulteriormente migliorato, scendendo al 4% rispetto al 4,5% di fine 2018. L’indice Texas Ratio, pari al 58%, si è confermato tra i migliori del sistema bancario italiano.

I ricavi netti da servizi sono risultati pari a 159,2 milioni di euro, in crescita del 4,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il margine di interesse è cresciuto dell’1,9% a 110,8 milioni di euro e il margine di intermediazione del 3,5% a 270 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Banca Sella ha anche confermato la sua solida posizione patrimoniale, con un Cet1 del 14,92% e un Total Capital Ratio del 18,90% (erano14,63% e 18,06% a fine 2018). Positivi anche gli indicatori relativi alla liquidità: l’indice LCR è pari a 223,6%, mentre l’indice NSFR è pari a 154,8%, ampiamente superiori al limite minimo previsto del 100%.

 

Il risultato di Banca Sella si inserisce nell’andamento complessivamente positivo del Gruppo Sella, che al 30 settembre 2019 ha registrato un utile netto di 26,4 milioni di euro, sostanzialmente stabile rispetto ai 26,7 milioni di euro dello stesso periodo dell’anno precedente, sui quali aveva inciso positivamente la componente straordinaria della cessione della partecipazione in Banque Martin Maurel Sella. Senza considerare le componenti straordinarie, dunque, a perimetro confrontabile l’utile netto dei primi nove mesi di quest’anno sarebbe stato di 28,1 milioni di euro, in crescita rispetto ai 25,2 milioni di euro dello stesso periodo dell’anno precedente.

Il Gruppo ha continuato a investire e crescere in particolare nel fintech e nell’open banking. La “startup interna” Hype, che opera nel mercato delle challenger banks, ha superato i 900.000 clienti. Senza considerare gli investimenti sostenuti per questo progetto l’utile netto consolidato dei primi nove mesi dell’anno sarebbe stato di 35,8 milioni di euro, in crescita rispetto ai 30,6 milioni di euro dello stesso periodo dell’anno precedente.

Il Gruppo, inoltre, ha continuato a sviluppare l’ecosistema di open innovation promosso attraverso il Fintech District di Milano che ha compiuto due anni e al quale oggi aderiscono oltre 130 aziende e startup innovative.

È stata inoltre conclusa l’acquisizione di un immobile in Corso Galileo Ferraris a Torino, in cui nascerà un nuovo polo del Gruppo nel capoluogo piemontese che ospiterà una succursale di Banca Sella, uffici del private banking e di altre società del Gruppo e spazi dedicati ai servizi di innovazione e fintech.

I risultati consolidati dei primi nove mesi del 2019 hanno evidenziato una crescita dell’8,6% della raccolta globale al valore di mercato, che si è attestata a 38,8 miliardi di euro, mentre la componente di raccolta diretta è cresciuta del 10,7% attestandosi a 12,8 miliardi di euro rispetto alla fine del 2018. Gli impieghi comprensivi dei Pct sono cresciuti del 4,7% attestandosi a 8,4 miliardi di euro rispetto alla fine del 2018. L’indice Texas Ratio, pari al 52,6%, si è confermato tra i migliori del sistema bancario italiano.

Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente i ricavi netti da servizi sono cresciuti del 7% attestandosi a 249,8 milioni di euro, il margine di interesse è cresciuto del 5,4% a 179,2 milioni di euro e il margine di intermediazione del 6,3% a 429 milioni di euro.

Confermata la solida posizione patrimoniale. Il Cet 1 del Gruppo è pari a 11,25% e il Total Capital Ratio a 13,35%, entrambi ampiamente superiori alle soglie richieste. Positivi anche gli indicatori relativi alla liquidità: l’indice LCR è pari a 207,9%, mentre l’indice NSFR è pari a 137,5%, ampiamente superiori al limite minimo previsto del 100%.

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