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Cronaca

Quattro anni senza Carlin, sparito sul Monte Barone

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Quattro anni senza Carlin, sparito sul Monte Barone
Disperso
Di lui rimane una poesia scritta da un amico nei pressi dell’alpe Ponasca, ma il corpo di Giancarlo Angelino non è mai stato trovato. Era il 25 agosto 2014 quando il 59enne di Coggiola si era avventurato lungo le pendici del monte Barone, una camminata che conosceva molto bene. Abitava a Coggiola e la vetta valsesserina era un percorso conosciuto.
Alle 13 aveva chiamato la zia proprio dalla vetta rassicurandole che andava tutto bene e che sarebbe tornato. Poi il vuoto. Da allora di lui non si è più saputo nulla, inutili i giorni di ricerca lungo i sentieri che salgono all’alpe, nessuna traccia è stata trovata. E anche in tutti questi anni non è saltata fuori nessuna traccia di lui. L’ipotesi è che sia scivolato in qualche canalone, ma non è più stato trovato.
Lo cercarono per giorni senza trovarlo e anche in questi anni non sono state trovate tracce. I tecnici del Soccorso alpino, ma anche vigili del fuoco, Guardia di finanza, Protezione civile, gruppi Aib e carabinieri perlustrarono la zona del rio Cavallero, le baite dove avrebbe potuto trovare rifugio, fu una ricerca palmo a palmo con l’aiuto del Gps ma non si riuscì ad avere neppure una traccia. Inutile i tentativi di trovarlo tramite il cellulare che si scaricò. Vennero setacciati tutti i sentieri, anche i letti dei torrenti e i burroni. In questi anni lungo i sentieri del monte Barone sono state organizzate gare, migliaia di escursionisti si sono avventurati soprattutto durante il periodo estivo, ma non è mai stata trovata una traccia del “Carlin”. Di lui rimane una poesia in dialetto nei pressi del rifugio Ponasca scritta dall’amico Marco Aimone Ceschin dal titolo “Ricord ad ‘n amis” dove si ripercorre tutta la vicenda della sparizione.
Un conoscitore del territorio
Era fine agosto del 2014 e il “Carlin”, così veniva chiamato in paese, aveva preso parte alla tradizionale festa di San Rocco, molti lo videro lì per l’ultima volta. Qualche giorno dopo si sarebbe avventurato sul Monte Barone, una gita estiva che era solito fare per passare il tempo e per passione. Giancarlo Angelino conosceva bene il territorio e i sentieri che partono da Coggiola, una delle ipotesi è che sia stato vittima di un incidente durante la discesa e il rientro a casa. Ma in tutti questi anni il suo corpo non è mai stato trovato.
E oggi, a quattro anni da quei giorni di ricerche affannose, in tanti si chiedono ancora cosa possa essere accaduto a Giancarlo. Di lui resta solo un senso di vuoto lasciato tra gli amici di sempre. Su Facebook proprio in questi giorni lo hanno voluto ricordare gli amici.
Come detto di lui rimane una poesia scritta da un amico all’alpe Ponasca. Si intitola “Ricord ad ‘n amis”. «Carlin, l’era na persun-a cugnusua e ben vulua da tucc». E in un verso ricorda anche la tragedia:«An bel dì mi sa nent se per gelusia dal Ratarun, ch’a te viste gni grant, o dal Cascinal che l è chersute ‘nsemma la tua famija… el tò Mumbarun l’è purtate via».

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