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Cronaca

La serie A di calcio potrebbe trasferirsi a Gardaland

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Il calcio italiano si interroga su come gestire l’emergenza Covid. Qualcuno ipotizza una soluzione stile NBA con destinazione Gardaland. Sembra una battuta , ma non è così. Ecco cosa sta succedendo negli Stati Uniti nel mondo del basket.

I giocatori di 22 squadre della NBA, il principale campionato di basket nordamericano, vivono confinati nel resort di Disney World, in Florida, seguendo rigidissimi protocolli di igiene e distanziamento fisico. La “bolla”, come è stata definita, servirà a portare a termine una stagione che sembrava destinata a concludersi in anticipo: l’intera operazione dovrebbe costare oltre 160 milioni di dollari, e servirà a evitare fino a un miliardo di dollari di mancati introiti televisivi.

Ognuna delle squadre ha portato con sé 36 persone, che vivono in tre diversi hotel di Disney World, organizzati per aree diverse con una ferrea regolamentazione degli ingressi.

I giocatori che vivono nella bolla sono testati ogni giorno – con il tampone che raccoglie il campione dalla bocca, meno fastidioso di quello che si infila nelle narici – e ricevono i risultati la mattina seguente, grazie a un laboratorio privato dedicato. Chiunque entri nel complesso deve rimanere in quarantena per due giorni, e ottenere due tamponi negativi. I giocatori non possono uscire salvo che per seri motivi familiari, come matrimoni e funerali, e se trasgrediscono devono rimanere in isolamento per 10 giorni prima di tornare ad avere contatti con i compagni di squadra.

Tutti devono indossare la mascherina quando non stanno mangiando o facendo attività fisica, e i giocatori sono dotati di braccialetti elettronici che consentono l’accesso a determinate aree. In questi giorni hanno documentato su Instagram come stanno passando il tempo, sfruttando le attività messe a disposizione dalla lega: va molto forte la pesca nel bacino artificiale del complesso – tanto che il resort ha dovuto procurarsi nuove canne da pesca – così come le proiezioni di film, il golf, le partite a ping pong e ai videogiochi.

Nel complesso ci sono poi barbieri, manicure e i ristoranti, che la sera si riempiono dei giocatori delle squadre che alloggiano nello stesso hotel. I giornalisti sul posto raccontano che è normale incontrare i giocatori nei corridoi, ma che non possono avvicinarli per intervistarli. Il primo sabato in cui i giocatori erano nel complesso, la lega ha organizzato un dj set in piscina: solo che non l’ha romosso bene, e l’unico che si è presentato è stato il centro dei Los Angeles Lakers Dwight Howard.

Inizialmente i giocatori si sono lamentati un po’ per la varietà del cibo, ma le rimostranze sono praticamente scomparse quando si sono resi conto che, con la crisi economica seguita all’epidemia, era meglio tenerle per sé.

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