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Da Cossato a Varallo per una rapina in centro, condannato a 5 anni

Portò via i soldi all’addetto della sicurezza che stava prelevarando dal bancomat del BancoPosta

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COSSATO – Da Cossato a Varallo per rapinare il dipendente di All System intento a prelevare i soldi dal bancomat del BancoPosta.

Il tribunale di Vercelli durante il collegio presieduta da Enrica Bertolotto ha condannato Paolo P. di Cossato alla pena di 4 anni, con le attenuanti generiche riconosciute, l’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni e il risarcimento a All System, che si è costituita parte civile e a cui dovrà rimborsare anche le spese processuali. Secondo i giudici è lui l’autore del colpo da 50mila euro del 5 maggio 2017. Le indagini avevano mandato sotto processo anche Salvatore L. che avrebbe coperto la fuga del rapinatore. Ma il tribunale lo ha assolto.

Era il 5 maggio 2017 quando un dipendente di All System stava rifornendo il bancomat dell’ufficio postale di Varallo, una prassi quotidiana. All’improvviso un uomo con il volto nascosto da un cappellino e da occhiali si presentò intimandogli di consegnare la busta con i soldi che aveva in mano minacciando di sparargli un colpo in testa. L’operatore di sicurezza in un primo momento cercò di rifugiarsi in auto dove venne raggiunto dal rapinatore che gli strappò la borsa con i soldi per scappare. Quindi diede subito l’allarme, ma quando i carabinieri arrivarono ormai del malvivente non c’era più alcuna traccia. Nessuno sembrò notare nulla, nonostante la città fosse ancora viva a quell’ora.

I carabinieri di Borgosesia con il colleghi di Varallo avevano avviato le ricerche, determinanti oltre alla testimonianza dell’uomo vittima della rapina sono state anche le immagini catturate dalle telecamere del bancomat e dal sistema di videosorveglianza di Varallo. La scena era stata ripresa così come la fuga dei due malviventi.

Grazie ai video infatti si è riusciti a capire che il rapinatore non aveva agito da solo, ma aveva un complice pronto a coprirgli la fuga utilizzando un’auto che è poi risultata di proprietà di una terza persona. Le immagini dei due erano state diramate alle varie stazioni dei carabinieri sia in Valsesia che nelle province limitrofe.

E proprio i militari di Cossato hanno consentito di riconoscere uno dei rapinatori. Da lì il collegamento con l’altra persona finita sotto processo. I due erano già stati coinvolti in un furto di computer. Le immagini sono state analizzate anche dai Ris di Parma. Durante l’ultima udienza in tribunale a Vercelli la pubblica accusa rappresentata dal pm Rosamaria Iera aveva chiesto cinque anni di reclusione .

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