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Un tempo noi biellesi eravamo i più ricchi d’Italia

Un commento di Paolo La Bua

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Attrarre famiglie benestanti di Milano o liberi professionisti di Torino ci salverà? Nei giorni scorsi è stato presentato il progetto “Silver Life”, che fotografa questo obiettivo per il Biellese, alla ricerca di un’identità post-tessile. Da decenni anche i politici, a tutti i livelli, citano questa strada per uscire dal tunnel della crisi: attrarre cittadini dalle grandi città vicine, invogliandoli con le eccellenze presenti sotto il Mucrone. Si tratta di persone facoltose, scolarizzate e pronte ad apprezzare il meglio del nostro territorio: verde, basso costo delle abitazioni, poco traffico automobilistico, servizi di qualità.

Bene. Anzi, benissimo. Il punto però è un altro. E’ infatti sotto gli occhi di tutti che nuovi residenti non se ne vedono da tempo e, molti, anzi, da tempo, fuggono verso altre parti d’Italia, d’Europa e del mondo. Siamo infatti sempre più vecchi e meno attrattivi, per i giovani e per gli stranieri, che spesso colmano il calo demografico di molte zone del Vecchio Continente.

Nel Biellese da diversi lustri avviene il contrario. Prima il fenomeno riguardava le valli, soprattutto quelle industriali. Ora anche la città di Biella e i paesi del circondario: gli stranieri ci dicono addio, insomma! Niente lavoro, niente Biellese. Puntare sulla seconda vita (d’argento) di milanesi e di torinesi mediamente colti e facoltosi, quindi, cosa vuol dire? Che tutte le altre battaglie del territorio sono perse per sempre? Il turismo, il commercio di via Italia e le nuove specializzazioni di Città Studi (tre esempi tra i tanti possibili) non sono più la soluzione per il nostro grande riscatto?

La risposta, se c’è, non dovrebbero ovviamente fornirla i meritevoli promotori del progetto presentato al Piazzo, ma quei politici che ci rappresentano a Roma e a Biella e ci raccontano tutti i giorni che il Biellese tornerà quello degli anni Novanta. Anni in cui eravamo attraenti per famiglie marocchine e per lavoratori albanesi. E anni in cui eravamo, tutti, i più ricchi d’Italia.
Paolo La Bua

 

1 Commento

1 Commento

  1. Rosa Angela

    25 Luglio 2021 at 11:43

    Ma cosa si potrà mai attrarre a Biella se alle porte della città si concede l’autorizzazione ad una discarica a cielo aperto di amianto? Ci si rende conto del danno economico per le nostre coltivazioni di riso, oltre all relativo declassanento turistico e stanziale?

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