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Biella

Ecco come la sinistra può battere la destra a Biella

Scrive Sergio Leone

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Tra un anno a Biella si voterà per la scelta del sindaco e per il rinnovo del Consiglio comunale. A circa dodici mesi di distanza, candidature e autocandidature (vere o presunte) stanno fiorendo sulla stampa locale, complice qualche fuga in avanti di noti esponenti della politica locale.

Chi la politica la conosce e la pratica da almeno 20 /30 anni dovrebbe sapere che ciò che conta davvero, o almeno dovrebbe, è la progettualità per una “città futura” diversa da quella attuale, caduta nel baratro dell’incompetenza e degli scontri di potere tra gli schieramenti dell’attuale Amministrazione di destra.

Nel frattempo, a livello nazionale, si sono registrati i rinnovi delle amministrazioni di alcune importanti città e nel mese di maggio si voterà in centri di media grandezza, anche in Piemonte. A questo proposito, occorre evidenziare come abbia fatto scalpore l’affermazione del centrosinistra a Udine, solo poche settimane dopo la vittoria del centrodestra alle Regionali del Friuli.

La ricetta per questa affermazione è stata, in tutta evidenza, molto semplice, ed è la stessa praticata anche in Piemonte nelle elezioni comunali del Giugno 2022: ad esempio ad Alessandria e Cuneo. Un programma condiviso che ha unito forze politiche e civiche che non si riconoscono nella destra, tanto a livello locale quanto nazionale.

Centrale diventa quindi l’idea che si ha di una città, del suo sviluppo,economico, sociale e culturale. Ricercare insieme modi e forme per coniugare solidarietà, socialità e sviluppo senza sventolare i neri vessilli della paura, dell’isolamento culturale e di una vaga quanto prepotente primazia della politica, che porta alla compressione delle proposte, degli stimoli provenienti dalla società civile, dal mondo del volontariato, dalle imprese e dalle istituzioni di un intero territorio.

Come sarà la nostra città del 2033 e del 2043? Quali impegni sono disposti ad assumersi i politici biellesi per rispondere a questa domanda? A guardare il costante decremento demografico, le prospettive non sono rosee. Ce lo diciamo da troppo tempo, e nel frattempo importanti scelte a livello locale sono rimaste inevase. Ad esempio l’utilizzo di fondi PNRR piovuti dal cielo europeo per mettere in sicurezza il territorio, a partire dalle criticità causate dal dissesto idrogeologico; poi c’è il tema dell’elettrificazione della tratta ferroviaria Biella-Novara (aggiungerei, al riguardo, la presa in giro sugli orari dei diretti per Torino), e ancora i mancati investimenti sulle peculiari bellezze della nostra città e del territorio circostante.

Che Biella vogliamo? Potremmo partire dai punti comuni che in qualche modo possono unire le varie forze civiche e i partiti che non si riconoscono nella destra. Parlo delle questioni nazionali che hanno una notevole ricaduta sui territori, sulle famiglie e sulle imprese, e che possono essere declinate in sede locale: l’infungibilità della sanità pubblica, dell’istruzione (vista come leva principale per l’attivazione di un rinnovato ascensore sociale), la lotta alla povertà, la ricerca di soluzioni che mettano al bando il lavoro povero e precario, la centralità della crisi ambientale, e di conseguenza le problematiche legate ai trasporti per una mobilità sostenibile e della transizione ecologica, con tutte le implicazioni derivanti da questa allocuzione.

A nostro avviso, è importante coniugare a livello locale, per quanto di competenza e impegno, queste diverse emengenze trasformandole nel motore di sviluppo cittadino e del territorio biellese. Perché l’esempio di Udine non rimanga solo un caso sporadico e circoscritto di valida proposta per il futuro governo di un territorio, noi ci siamo.

Sergio Leone

Coordinatore Circolo PD Città di Biella

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1 Commento

1 Commento

  1. Ardmando

    5 Maggio 2023 at 17:51

    Grasse risate per queste parole e per il PD e i suoi rappresentanti ed elettori in generale. Un partito senza idee se non quella di dire “no” a qualsiasi cosa, un partito immobile, inerte, vecchio. Sia a livello locale che nazionale. La sconfitta è l’unica cosa che vi si addice.

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