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Appello del Pd: “A Biella e Cossato il Governo taglia 27 progetti”

All’appello mancano 25,5 milioni di euro

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Il piano Fitto-Meloni di rinegoziazione del PNRR prevede di DEFINANZIARE, totalmente o parzialmente, dal PNRR, misure per un ammontare complessivo di 15,9 miliardi di euro. Misure che, secondo le intenzioni, si salveranno solo se si troveranno altre forme di finanziamento.

In particolare, si andrebbero a “tagliare” 6 miliardi di interventi per la resilienza, la valorizzazione del territorio e l’efficienza energetica dei Comuni, 3 miliardi e 300 milioni di investimenti in progetti di rigenerazione urbana, volti a ridurre situazioni di emarginazione e degrado sociale; 1 miliardo e 287 milioni euro destinati alle misure per la gestione del rischio di alluvione e per la riduzione del rischio idrologico. Il Piemonte risulta essere tra le Regioni più penalizzate, con oltre 2 miliardi e 100 milioni di euro di definanziamenti.

 

A causa della rinegoziazione dei fondi del PNRR che sta portando avanti il governo Meloni, sono 27 i progetti a rischio a Biella e a Cossato per 25,5 milioni di euro.

Per la sola Provincia di Biella parliamo di 463 progetti per un importo di 85 milioni.

 

Nelle prossime settimane molte amministrazioni locali potrebbero scoprire di avere a bilancio soldi per interventi del PNRR, che invece non ci sono più.

Il presidente dell’ANCI Antonio DeCaro ha commentato così: “Della proposta di definanziamento da parte del governo non si capisce la ragione. Parliamo di opere cruciali per le nostre città, interventi per le periferie che potranno risanare situazioni sociali ed economiche difficili: perché dobbiamo metterle a rischio con un cambio immotivato della fonte di finanziamento? Al ministro abbiamo anche segnalato il rischio grave di suscitare un clima di sfiducia dei cittadini verso lo Stato, visto che si crea incertezza laddove noi sindaci avevamo assunto impegni rigorosi con le nostre comunità”.

Prendendo in considerazione i Comuni di Biella e Cossato, il definanziamento verrebbe a interessare ben 27 progetti per un importo di 25,5 milioni di euro.

Tra i più significativi interventi a rischio:

  • BIELLA: realizzazione del nuovo polo didattico Villa Macchi (raggruppamento scuole dell’infanzia Cossila San Grato e scuola primaria Cossila San Giovanni): 2.600.000;
  • BIELLA: ristrutturazione e riqualificazione di Palazzo Pella (riconversione utilizzo della palestra interna): 1.950.000
  • BIELLA: interventi di miglioramento strutturale ed energetico della scuola primaria Crosa: 2.350.000;
  • BIELLA: realizzazione del Polo dell’Infanzia di Pavignano Cerruti: 1.650.000;
  • BIELLA: rifacimento pista di atletica e messa in sicurezza per omologazione dello Stadio Pozzo La Marmora: 850.000;
  • BIELLA: rifunzionalizzazione e adeguamento normativo dell’ex Biblioteca di via Pietro Micca:: 850 000;

BIELLA: interventi di manutenzione straordinaria al Bocciodromo comunale: 300.000;

COSSATO: sostituzione generatore di calore e posa valvole termostatiche Sert Asl di via Marconi: 90.000;

  • COSSATO: efficientamento stabili comunali Villa Berlanghino: 90.000;
  • COSSATO: interventi di adeguamento alla normativa antincendio Scuola Media L. Da Vinci: 90.000.

«Mentre rischiano di venire sacrificati progetti importanti che i nostri Comuni contavano di realizzare con i fondi PNRR e che in molti casi sono già in stato avanzato di realizzazione, il Presidente Cirio è silente-commentano il vice Presidente del Consiglio regionale Daniele VALLE e il capogruppo Pd in Consiglio regionale Raffaele GALLO -Non una parola di preoccupazione né l’annuncio di un’iniziativa. Perché Cirio non si fa sentire? È d’accordo che vengano definanziate opere in Piemonte per 2 miliardi di euro, tra le più utili alla cittadinanza? Perché far saltare anche progetti che non sono in ritardo sui tempi di realizzazione? Un’amministrazione corretta dovrebbe togliere i fondi a chi è in ritardo, non ai Comuni virtuosi piemontesi. E non ci si nasconda dietro alla proposta di Fitto di utilizzare i fondi di Coesione europei per tappare il buco: intanto, perché l’80% sono destinati al Sud e per il Nord Italia non c’è capienza; inoltre se si utilizzano altri fondi europei per pagare i progetti del PNRR, non resterà più nulla da impiegare per le altre progettualità.  Peraltro, la Presidente Meloni e il ministro Fitto nei loro interventi al Festival delle Regioni non hanno fugato dubbi e incertezze. Mentre il caro-inflazione sta mettendo in forse la realizzazione di tante case ed ospedali di comunità, ecco che nuove criticità stanno per esplodere sui vari territori. La Regione Piemonte non può prendere ancora tempo e osservare passivamente tutto ciò».

«L’elenco dei progetti a rischio ‘taglio’ sul biellese riguarda interventi importanti come quelli di Villa Macchi e Palazzo Pella, le scuole, la prevenzione del dissesto idrogeologico, la transizione energetica, le infrastrutture sportive-aggiunge il Segretario del Pd di Biella Rinaldo CHIOLA-Forse da Roma non si stanno rendendo conto dell’impatto territoriale di questa decisione. Bisogna mobilitarsi affinché questa ‘sforbiciata’ proposta dal Governo non venga a pregiudicare opere che non solo sono già state progettate ma in vari casi realizzate o in via di realizzazione. È inspiegabile che si voglia penalizzare i nostri Comuni facendoli passare da una situazione di certezza, quella del Pnrr, ad una situazione di incertezza sulle coperture dei progetti cambiando la fonte di finanziamento».

Per Emanuele Ramella Pralungo, Presidente della Provincia di Biella e vice Presidente Anci Piemonte, «siamo di fronte a proposte di definanziamento che rischiano di creare un grave danno agli enti locali che hanno attivato progetti di rigenerazione e che di fatto vedono tutto il loro patrimonio spento al lumicino».

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