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Anche Biella ha ricordato Paolo Borsellino e gli agenti della scorta trucidati 30 anni fa

La cerimonia si è tenuta nel pomeriggio davanti al tribunale

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Il sindaco Claudio Corradino ha partecipato nella zona antistante il Tribunale, insieme a molti altri primi cittadini del Biellese, al presidente del Tribunale di Biella Paola Rava, affiancato da Gaia Garbellotto, rappresentante dell’Ordine degli avvocati di Biella e Giovanna Prato, presidente del Comitato pari opportunità presso l’ordine degli avvocati biellese; agli assessori regionali Chiara Caucino ed Elena Chiorino, alla consigliera provinciale Luisa Nasso, alla commemorazione del giudice Paolo Borsellino. A trent’anni dalla strage terribile di via D’Amelio, in cui vennero trucidati Borsellino e gli agenti della sua scorta, il ricordo resta indelebile nei cuori di tutti gli italiani. Borsellino è uno dei simboli della lotta alla mafia e dell’impegno civile.

Di seguito l’intervento del sindaco di Biella, Claudio Corradino:

“A trent’anni dalla strage terribile di via D’Amelio, il ricordo di Paolo Borsellino e degli agenti della sua scorta resta indelebile nei cuori di tutti noi. Borsellino è uno dei simboli della lotta alla mafia e dell’impegno civile.
Ricordarlo vuol dire far memoria di come egli visse, interpretò e svolse il suo ruolo di magistrato, costantemente impegnato nella sua terra d’origine per l’affermazione della legalità, con rigore e con determinazione, sempre con noncuranza riguardo alla visibilità per l’attività svolta.
La strage di via D’Amelio avvenne a 57 giorni da quella di Capaci, nella quale persero la vita Giovanni Falcone, amico e collega di Borsellino, la moglie Francesca Morvillo, e i tre agenti di scorta.
Per me la memoria non si deve ridurre ad un solo giorno all’anno, magari sovrapponendo gli anniversari di stragi diverse per lavarsi la coscienza più in fretta, per la Memoria, la Verità e la Giustizia si deve lottare 365 giorni all’anno.
Oggi ricordiamo la straordinaria levatura di un uomo che, insieme a Falcone, contribuì a ideare e realizzare metodi di contrasto alla mafia che hanno segnato un’epoca. Un tributo alla memoria e alla grandezza di un magistrato indimenticabile, che oggi rinnoviamo in questa occasione solenne”.

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