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Tentato femminicidio a Biella, una “Non Cultura” che uccide le donne

Lettera del Tavolo Femminista del Coordinamento Biella Antifascista

Riceviamo e pubblichiamo il commento del Tavolo Femminista del Coordinamento Biella Antifascista sul recente caso di cronaca di via Gorei, nel quale un uomo ha tentato di uccidere la moglie.

Leggiamo sul giornale che (anche) a Biella, un paio di giorni, fa c’è stato l’ennesimo caso di (tentato, per ora) femminicidio. Dire l’ennesimo non è un ‘caso’, perché un’altra donna è stata ammazzata, in casa sua. Iniziano ad essere così tante e così simili tra loro, queste situazioni, che nemmeno fanno più notizia, non attirano più la nostra attenzione, né la voglia di capire, men che mai la nostra empatia.

E’ anche di questi giorni la notizia dell’affondamento del finanziamento alla Casa delle Donne di Roma, luogo di emancipazione e supporto per moltissime donne, da parte dell’on. Meloni, la quale ancora una volta mette in campo tutta la sua non-lungimiranza e dis-attenzione ai temi che riguardano la violenza femminile.

Questi due temi si tengono insieme, sono legati da un unico filo.

Questo filo si chiama patriarcato.

Si chiama violenza sistemica.

Si chiama sottocultura.

Perché la violenza contro le donne, che nel contesto di precarietà economica e povertà culturale che è quello dell’Italia odierna, esce così violentemente e diventa argomento di cronaca nera ormai quotidiano, ha origini profonde e diffuse.

Il femminicidio è la punta dell’iceberg. Subito sotto il pelo dell’acqua troviamo lo stadio prima della morte, che è quello di una violenza che è comune a moltissime di noi, fatta di stupri, abusi e botte.

E a sostenere il tutto, la base di questo enorme iceberg, è la cultura patriarcale, che dice alle donne che è meglio stare con un uomo, anche se violento, invece di stare da sole. Che dice alle donne che non ce la possono fare, da sole, e che è meglio se si affidano a qualcuno che si occupi di loro. E dice anche alle donne che lo scopo nella vita è diventare madri, anche a costo di sacrificare il proprio posto di lavoro e la propria autonomia economica, perché in questo modo avranno un riconoscimento doppio, sia come donne che come madri.

E questo è patriarcale tanto quanto una lettura e una narrazione distorta e falsata della realtà, con Repubblica che titola: “Un omicidio-suicidio. Sono stati trovati a terra, lui riverso su di lei, come se volesse proteggerla dopo averle tolto la vita”.

Non la stava proteggendo, le si è rovesciato contro. Non è la stessa cosa.

Ma tutto questo insieme di convinzioni, di convincimenti, di insegnamenti che ci vengono inculcati fin da piccole e che iniziamo a credere come naturali, non lo sono, “naturali”. Non fanno parte del nostro DNA, non sono una nostra caratteristica biologica.

Sono invece frutto di una Non Cultura, di un sistema, appunto, patriarcale, che prevede RUOLI definiti e definitivi, dai quali crediamo non sia possibile sottrarsi.

Care donne, cari uomini, come femministe vogliamo dirvi che non è vero. Voi potete scegliere. Voi potete decidere chi essere. Voi potete, con un termine che ci è molto caro, AUTODETERMINARE la vostra vita e la vostra persona.”

Tutti i lunedì sera, a Hydro, Tavolo Femminista

#ognidonnaèbenvenuta

Si parte e si torna insieme

Tavolo Femminista del Coordinamento Biella Antifascista

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