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Tempo di “follower”, anche a Biella il nulla che insegue il nulla

Pausa Caffè, la rubrica di Giorgio Pezzana

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I personaggi che un tempo erano considerati “big” (ma non venivano ancora definiti così), nel mondo della musica ed in quelli del cinema e del teatro, erano veramente noti a tutti. Avevano alle spalle dischi, film, apparizioni televisive ed ore e ore di palcoscenico.

I loro volti comparivano sulle copertine dei rotocalchi e non c’era bisogno di andare a cercare i loro nomi per sapere chi fossero. Lo sa bene l’amico Efrem Galliera che negli anni belli del Ferragosto Andornese, di cui lui era il “patron” indiscusso, ne fece approdare molti al parco La Salute di Andorno Micca: Celentano, Mina, Rita Pavone, Gianni Morandi, Claudio Villa, ma anche Alberto Lupo, Valentina Cortese, Gino Bramieri, le gemelle Kessler.

Artisti che la gente amava e individuava al primo sguardo. Personaggi nei quali il pubblico si riconosceva. Oggi basta che una ragazza in reggiseno e mutandine sproloqui qualcosa a tempo di rap ed immediatamente viene presentata come un fenomeno. “Un milione di follower!” gridano taluni titoli affiancati alle immagini dei volti di queste adolescenti presentate come star.

Dimenticando che tanta parte del pubblico, quello vero, neppure sa cosa siano i follower. Ci imbattiamo continuamente in personaggi di cartapesta costruiti sui social ad uso e consumo di orde di ragazzini che si autodefiniscono “follewer” dei loro beniamini, che però cambiano ogni giorno. “Follower” letteralmente significa “Seguace” ed avere qualche centinaio di migliaia di “seguaci” perché ci si presenta su youtube in mutandine e reggiseno non rappresenta propriamente il riconoscimento di una valenza artistica.

Domani saranno “seguaci” di qualcun altro e, dopodomani, di altri ancora. E tutto quanto è gratis. Non si devono vendere dischi, non si raccolgono i consensi di chi va al cinema o a teatro pagando un biglietto. Si conquista il clik con un video e una canzone, senza chiedere neppure la monetina di un juke-box. “Seguaci” a costo zero. Il nulla che insegue il nulla.

Giorgio Pezzana

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