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Tema caldo Nuovo Dpcm sul Green Pass in arrivo: cosa può andare storto il 15 ottobre e l’ipotesi cancellazione nel 2022

Certificato verde obbligatorio sul lavoro

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Conto alla rovescia. Nuovo Dpcm sul Green Pass in arrivo: con il certificato verde obbligatorio sul lavoro (la deadline scatterà tra tre giorni, venerdì 15 ottobre) il premier Mario Draghi sta per firmare in queste ore le linee guida messe a punto dal ministero della Pubblica amministrazione per il rientro degli statali e un Dpcm ad hoc. Dopo giorni di dubbi, appare quindi assodato che le nuove indicazioni generali arriveranno sotto forma di un Dpcm, che chiarirà le modalità dei controlli per i possessori del Green Pass, sia nell’ambito della pubblica amministrazione che per le aziende. Per i dipendenti che non esibiranno la certificazione verde all’ingresso del luogo di lavoro scatterà da subito l’assenza ingiustificata e la sospensione dello stipendio, senza perdere il loro rapporto di lavoro.

Nuovo Dpcm di Draghi in vista del 15 ottobre 2021

Obiettivo dettagliare il rientro al lavoro con passaporto vaccinale, entrando nel merito dei controlli che mai come ora non possono essere lasciati al caso. Al Dpcm, in particolare, il compito di tracciare il percorso dei software e delle applicazioni necessari per la verifica del green pass ai tornelli. Il provvedimento sarebbe stato messo a punto con il supporto dei tecnici della Sogei. Il nuovo Dpcm dovrebbe recepire quindi le linee guida concordate dal governo con le Regioni, prevedendo controlli giornalieri e preferibilmente all’accesso in azienda, a campione (in misura non inferiore al 20% e con un criterio di rotazione) o a tappeto, con o senza l’ausilio di sistemi automatici. In attesa dell’eventuale approvazione da parte del Governo di altre modalità di controllo, per la verifica del certificato è indispensabile utilizzare l’applicazione mobile italiana denominata Verifica C19, non essendo consentite altre soluzioni.

Nel 2022 diremo addio al Green Pass?

Lo stato di emergenza scade il 31 dicembre 2021, ma non è chiaro per quanto il Green Pass farà parte della nostra vita. Possibili novità, chiarisce il sottosegretario Andrea Costa, potrebbero arrivare soltanto nel 2022.  “Sarà possibile rivedere ed eventualmente ridurre l’attuale applicazione del green pass con l’inizio del nuovo anno se i dati dell’epidemia di Covid-19 continueranno a mostrare un trend di miglioramento, ma una valutazione più precisa sarà fatta a dicembre in concomitanza con la scadenza dello stato di emergenza che auspichiamo possa avere termine”.

Una revisione del green pass “potrebbe significare mantenere l’attuale carta verde per alcune circostanze e non per altre. Mentre ora siamo di fronte ad una applicazione totale del green pass, si potrebbe passare ad una sua applicazione parziale”, dice Costa. Dunque, “se l’andamento dell’epidemia di Covid-19 continuerà ad essere positivo, è ragionevole pensare che con l’anno nuovo ci potrà essere una revisione delle misure e anche del green pass, che potrà dunque essere ridotto nella sua applicazione”. A tal fine, ha concluso, cruciale sarà proprio la valutazione dell’andamento epidemico che “dovrà essere fatta a fine anno. Davanti a noi, pertanto, abbiamo ancora due mesi che si dimostreranno decisivi”.

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