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Senza telefono e internet a causa del trasloco, la disavventura di un residente in città

Da 20 anni invalido civile per lui “avere una linea fissa è vitale”

Attiva un contratto per telefono fisso e collegamento internet. Poi il cambio di residenza sempre a Biella, preannunciando il trasloco alla società telefonica con mesi di anticipo. Risultato finale: a distanza di tempo niente telefono e niente internet.
La “vittima” è Sandro Salvemini, da 20 anni invalido civile per il quale, sono sue parole “avere una linea fissa è vitale”.
La storia ha inizio nel marzo del 2018 quando l’interessato decide di aderire a un’offerta della Telecom relativa alla nuova fibra Tim che garantisce “Internet più veloce, tecnico gratuito, modem fibra incluso, wifi più potente”. Dunque, sottoscrizione del contratto e attivazione del servizio. Come accade in alcune occasioni l’inizio non è senza intoppi, in particolare per il fatto che l’utente è costretto a disattivare due delle tre prese casalinghe in quanto il collegamento, come sottolineato dal tecnico che ha provveduto all’installazione: «funziona solo con un’unica presa, scelga in quale stanza mantenerla». Disattivate le due prese il collegamento parte.
«Ho 70 anni – commenta Sandro Salvemini – e quindi per quanto riguarda le nuove tecnologie ignoro tante cose essendo poco pratico di internet, quindi sono responsabile per non aver approfondito l’argomento “fibra” prima di aderire ad una promozione. Così solo dopo l’installazione mi sono reso conto che con la fibra il telefono fisso è collegato ad internet. Sono più chiaro: se va via il segnale internet il telefono non funziona, cosa che è capitata più volte e per più giorni, tant’è che la Tim, dopo ripetute mie richieste mi ha rimborsato qualche euro, calcolato sui giorni senza servizio. Così come alcuni canali Sky senza internet non si possono vedere».
Inoltre c’è un altro problema: «Mi sono sentire dire: “Ma scusi perchè non si compra un cellulare?” Essendo disabile raramente esco di casa, non ho bisogno di cellulare, sarebbe una spesa inutile».
Il caso vero e proprio nasce con il trasloco. «A giugno 2019 – continua la testimonianza – avverto il 187 che a fine anno mi trasferirò in un’altra parte della città, sempre comunque in centro, non in una frazione sperduta sulle montagne biellesi. Mi dicono che non c’è nessun problema, qualche giorno prima della data del trasloco dovrò telefonare per avvertirli, tempo due/tre giorni e un tecnico penserà al trasferimento della linea. Chiedo: “giacchè ho fibra dove attualmente abito, nella via dove andrò ad abitare c’è la fibra?”. La risposta è negativa “ma non si preoccupi ci penserà il tecnico”».
Risposta contraria a quella che l’utente si è sentito dire quando davanti alla futura abitazione un tecnico della società gli conferma invece la presenza della fibra. Da quel momento partono una serie infinita di chiamate al 187, con risposte anche diverse, per capire la realtà della situazione. Anche l’intervento dei punti vendita cittadini (“Uno dei quali molto gentile, l’altro meno”) non mette la parola fine al mistero: «Dal mese di settembre ad oggi io e i componenti della mia famiglia abbiamo telefonato al 187 decine e decine di volte, ma non abbiamo avuto una risposta precisa su cosa dovevamo fare».
Per farla breve il 3 dicembre 2019 Sandro Salvemini trasloca e da allora è rimasto senza collegamento internet, nonostante tantissime telefonate agli operatori della società, ma soprattutto senza telefono fisso.
«A questo punto ho interrotto in banca i pagamenti, non voglio pagare 40 euro al mese per un servizio che non ho. Mi chiedo: se uno avesse un’attività cosa sarebbe capitato?».
Da qui l’appello alla società: «Che cosa devo ancora fare per avere finalmente esaudita la mia richiesta di normale e onesto cittadino e utente? Grazie».

 

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