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Quando è il parroco a spegnere le campane

Una decisione frettolosa e perentoria che ha fatto arrabbiare molti abitanti del paese di Torrazzo

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TORRAZZO – La situazione che da qualche settimana sta caratterizzando la diatriba sullo spegnimento delle campane del paese di Torrazzo durante le ore notturne ha del paradossale.

Mentre negli altri comuni d’Italia (e non solo), solitamente si raccolgono firme per silenziare le “ciocche” rese – a dire della popolazione – particolarmente fastidiose da parroci resilienti, nel nostro piccolo paese i cittadini hanno proposto a chi di dovere, tramite il parroco del paese, una petizione per ripristinarne il loro suono. Lo hanno fatto dopo che esse sono state silenziate nelle ore notturne, dimostrando una unione di intenti senza precedenti e non facile da riscontrare oggigiorno per via della situazione legata alla pandemia ed anche alle beghe da cortile che da sempre contraddistinguono i nostri piccoli territori.

Ciò che più stupisce, a parte il folto numero di persone firmatarie rispetto alla popolazione, è anche che molti siano residenti a pochi metri dal campanile, dimostrando quanto sia sentita la questione e quanto in questo caso si voglia andare al di là del proprio orticello.

Andiamo per gradi per fare capire ai lettori di cosa stiamo parlando, anche perché si comprenda che i paesani non si sono improvvisamente ammattiti con questa lamentela sui generis.

Il titolare di una attività commerciale del paese, sorta da poco, ha espresso, a suo dire per venire incontro alle esigenze della propria clientela, la possibilità di spegnere i rintocchi delle campane negli orari dalle 23 alle 6 di ogni giorno. La richiesta è stata esaudita in men che non si dica scatenando le polemiche, non tanto per l’accoglimento, quanto perché nessuno dei cittadini ne era stato informato. Trattandosi in qualche maniera di un “servizio pubblico” forse la richiesta, a nostro avviso, avrebbe potuto essere quantomeno discussa ed approfondita senza una decisione così frettolosa e perentoria. Ne è seguita una petizione ed una raccolta firme pervenuta al parroco, il quale, durante una messa della domenica, ha giustificato il suo gesto risentendosi e liquidando la questione spiegando ai fedeli di informarsi sulle leggi in vigore su questi particolari argomenti.

Detto che: chi scrive è fermamente convinto che i campanili rappresentino le tradizioni dei propri territori, per cui si snatura in qualche maniera ciò che per centinaia di anni nessuno ha mai messo in discussione, ciò che più fa riflettere è che gli stessi fedeli che assistono alla Santa messa della domenica siano stati tacciati di ignoranza, specificando che il reggente non ha nessuna intenzione di finire in Tribunale o essere denunciato perché, prima di lamentarsi, nessuno si informa sulle azioni legali ed economiche che ne conseguirebbero.

Al di là del fatto che anche se diversi Torrazzesi sono piuttosto in là con gli anni, ognuno ha internet o altri mezzi per informarsi su come vadano questi procedimenti (anche se la fibra è stata posata da poco e solo parzialmente ma nessuno ancora ne usufruisce), c’è da chiedersi se chi ha fatto spegnere le campane avesse veramente la volontà di tenerle accese, visto che:
A quanto ci risulta non è pervenuta nessuna domanda scritta, quindi nessun Tribunale o Giudice potrebbe mai condannare o comminare ammende a nessuno sulla base di parole dette come se gli interlocutori si fossero trovati al bar. Visti i tempi biblici della giustizia in Italia, anche se fosse come sostiene il parroco, non è che il giorno dopo la richiesta si debba per forza darne seguito, non si fanno processi per direttissima per aver rapinato dei caveau in banca, figurarsi se si mettono in piedi per non aver spento delle campane: esistono tempi tecnici, organi di controllo e professionisti che possono essere interpellati nei modi e nei tempi previsti per misurare l’intensità del suono (sappiamo benissimo che ci sono delle soglie massime entro le quali non si può eccedere) ed addirittura in caso di sforamenti, coinvolgere le aziende per abbassare i decibel, quando possibile. A meno che il prevosto non ritenga di essere più preparato degli esperti. In ogni caso i rintocchi durano per pochi secondi e non producono suoni prolungati.

Siamo un gruppo di cittadini che pagano le tasse e da sempre sostengono la parrocchia e le istituzioni religiose in genere e naturalmente vogliamo operare nella legalità, ma l’illegalità deve essere dimostrata, perché secondo noi chiedere è lecito, rispondere è cortesia ma informare, quando di mezzo c’è una comunità, è un dovere; non pretendiamo per forza di avere ragione e non vogliamo di essere al di sopra delle leggi, ma crediamo che agire unilateralmente, senza dialogo né avendo studiato a fondo la situazione, su mandato di chissà chi sia quantomeno poco democratico. Discutibile anche il fatto che si sia dovuto parlare di questo argomento proprio durante la messa: possibile che non si potesse argomentare dieci minuti in separata sede con chi avesse voluto essere presente?

Sappiamo benissimo che i problemi di una comunità non sono certo i rintocchi o meno delle campane, ma riteniamo che almeno le tradizioni ed i segni distintivi di piccoli paesi come il nostro si debbano tentare di salvaguardare; se poi non è possibile, ce ne faremo una ragione. Altrimenti, visto che basta chiedere, perché non spegnere il fastidioso suono anche dalle 14.30 alle 18.00, per favorire il risposo pomeridiano di chi lavora in fabbrica nel turno dalle 6.00 alle 14.00?

Concludiamo con un po’ di storia, visto che pensiamo che sia importante la memoria, soprattutto in un paese che anni or sono, nel suo piccolo, ha vissuto dei fasti di uno dei più importanti tornei di tennis del Piemonte sino ad annoverare tra gli iscritti tennisti provenienti da tutto il Biellese, canavese e non solo.

Quando nominate Torrazzo ad un ormai attempato atleta che aveva partecipato al torneo, il ricordo che il più delle volte ha delle due settimane agostane, oltre che per la impeccabile organizzazione ed il montepremi in palio, è del campanile che suona puntuale alle ore 18.00 per circa 10 minuti (vi confiderà). Ebbene tra i sorrisi dei due contendenti (quattro se si trattava di doppi), si smetteva un attimo la contesa e finiti i rintocchi si riprendeva il gioco senza che nessuno si sia mai sognato di chiedere di smetterla con quel fracasso.

Silvano Acotto
(A nome di un gruppo di Torrazzesi pro-campane)

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