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Pronto soccorso di Biella, lasciate ogni speranza o voi ch’entrate…

Lo sdegno di un lettore

Vi scrivo per segnalarvi quanto succede, credo ormai sia di prassi consolidata, al nuovo ospedale di Biella. Il tanto decantato “nuovo ospedale” di cui, architettonicamente parlando potrei muovere alcune critiche, ma non certo in questo contesto.

Al pronto soccorso dell’ospedale ben calzerebbe un breve passo tratto da Dante: “Lasciate ogni speranza o voi ch’entrate”. Speranza, in codesto caso, quella di essere visitato da un medico intendo. Infatti l’odissea  è cominciata al nostro arrivo. Dopo esser stata sottoposta a radiografia, si tratta di mia mamma, e dopo estenuante e lunghissima attesa,  è stata posta in una sorta di accampamento composto credo da oltre 20 persone, una sorta di corte dei miracoli, in un’oscurità quasi totale, con la “promessa” che sarebbe stata visitata al mattino!!

In verità io frequentai, per ragioni di salute ,ospedali in Paesi del cosiddetto terzo mondo, ma sinceramente trattamenti di questo infimo livello mai ne riscontrai. La scusa è sempre la solita: “carenza di personale”, con questo lorsignori se la cavano sempre e hanno l’alibi per poter lasciare i pazienti in uno stato di limbo, oserei dire animalesco e quindi all’abbandono.

Non conosco chi sia il “primario” del cosiddetto “pronto soccorso” nè gradirei conoscere siffatta persona, penso e suppongo si sia formato negli ospedali di Madre Teresa, absit iniuria verbis… Se qualcuno vorrà rispondermi, ovviamente evitando la solita geremiade del “siamo in pochi”, gliene sarei grato. Ringrazio La Provinciadi Biella per la disponibilità che certo non mi negherà, come altre volte del resto, di poter esprime personalmente alcune mie considerazioni su quanto avviene a Biella, nello specifico, nell’ospedale. Vi ringrazio.

Ivano Porrino

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