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Prigionieri del parcheggio dell’ospedale per le sbarre in tilt

Difficoltà frequenti sia all’unica cassa funzionante, sia con il dispositivo per la lettura del biglietto

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Prigionieri del parcheggio dell’ospedale per le sbarre in tilt.

Prigionieri del parcheggio dell’ospedale per le sbarre in tilt

Quando si parla del parcheggio dell’Ospedale degli Infermi, l’indignazione è sempre in prima fila. A suscitarla, tra gli ultimi avvenimenti, c’è il mancato funzionamento della barriera automatica in uscita in direzione ovest, verificatosi mercoledì sera, in orario di visita.
Lo segnala una lettrice rimasta bloccata all’interno del parcheggio della struttura per una quindicina di minuti.
Secondo il suo racconto, dopo aver regolarmente scannerizzato il codice Qr che certificava l’avvenuto pagamento di 1,50 euro, la sbarra sarebbe rimasta comunque chiusa, bloccando due macchine in fila all’uscita. I due conducenti avrebbero provato a collaborare per cercare di risolvere il problema, senza ottenere tuttavia il risultato sperato.

Quindi, impossibilitata a procedere, la donna avrebbe compiuto una manovra in retromarcia per poi riparcheggiare e tornare al totem di pagamento per recuperare un’altra ricevuta cartacea.
Dopo l’ennesimo tentativo, la lettrice riporta che, in portineria, il personale le avrebbe confermato che malfunzionamenti simili possono verificarsi saltuariamente anche in ingresso, creando potenziali problemi in situazioni di emergenza diverse dal pronto soccorso (il cui accesso resta libero).
Dopo il malfunzionamento dell’asta mobile, un altro lettore ha segnalato, nella giornata di giovedì, un disservizio relativo a una delle due casse automatiche presenti davanti all’entrata del nosocomio.
Con una sola cassa funzionante nel punto di accesso più frequentato, si sarebbe creata più fila del solito al termine dell’orario di visita, ma si sarebbe comunque smaltita in tempi brevi.
In entrambe le segnalazioni viene contestata l’efficienza del servizio a fronte del pagamento richiesto e sono suggerite soluzioni alternative alla sbarra, adottate in altri ospedali: «Avere diritto a un servizio efficiente, in una zona così importante come un ospedale pubblico, è chiedere troppo? C’è chi, dopo le visite, deve tornare a lavorare».
«Inoltre – conclude l’autore della segnalazione – in tante altre strutture si paga, ma grazie al lavoro dei vigili e al contributo delle telecamere la sbarra non è necessaria. Anzi, mi è stato confermato che talvolta può rappresentare un impedimento».
Le domande restano aperte, le sbarre a volte chiuse.
Alessia Fazzar

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