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Per una città creativa serve il contributo di tutti

Sale&pepe di Luigi Apicella

Cari amici biellesi, dite la verità cosa saresti DASPOsti a fare per rendere le prossime festività natalizie un autentico momento di serenità e di riflessione nonostante tutto? Perché vedete io credo che al di là delle buone intenzioni, dei regali, dei buoni propositi, questi giorni di dicembre che ci separano dal Natale ci debbano servire per riflettere un po’ tutti su tutto quello che ci è capitato a Biella e dintorni nell’ultimo anno. Questo in linea di principio per ogni Natale che si rispetti, quest’anno però un po’ di più.

Biella città creativa UNESCO è, a mio parere, la stella che illumina il nostro albero di Natale biellese ideale, a patto che il termine creativo sia da stimolo per nuove condizioni di comportamento e atteggiamento, a partire da chi ci amministra per poi scendere a cascata fino a ciascuno di noi. Città creativa è un termine che mi piace, in cui mi riconosco, un modo di essere e di vivere la quotidianità che ho cercato di trasmettere ai miei figli. Creatività è sinonimo di idee, progetti, futuro, ma è anche sinonimo di comportamenti personali che portano all’inclusione, alla condivisione, al confronto. Perché una città sia realmente creativa è necessario il contributo di tutti, piccolo o grande che sia, oltre naturalmente ad uno stato d’animo che sia di tolleranza e di apertura. Le regole da rispettare ci sono e ci devono essere, le contrapposizioni anche accese sono il sale della democrazia. Quello però che non dovrebbe essere ammesso sono certi atteggiamenti DASPOtici di alcuni esponenti dell’attuale Giunta e di certo entourage del sindaco CorraDINO, atteggiamenti che hanno portato Biella sull’altare delle cronache nazionali facendoci fare non certo una bella figura.

Per fare un esempio su tutti: la confusione tra sicurezza e decoro, sanzioni generiche al solo fine di creare sensazionalismo e contrapposizioni sui social, rendere di fatto impossibile fare un pic-nic ad Oropa, impedire ai bambini di “creare disturbo” sono soltanto alcune delle storture di un regolamento di polizia urbana che Biella non poteva tollerare e che giustamente andava ritirato per essere ripensato in maniera più organica e meno discriminatoria. L’inizio di questa nuova legislatura non è stato felice, ci sono stati problemi e cadute di stile che devono essere sanate in fretta. Una cosa però è certa: Biella non è una città in mano al crimine che necessità del pugno di ferro. Biella, al contrario, merita una guida della città sicura e autorevole, libera da condizionamenti di partito o da onorevoli ed ex onorevoli di turno che credono, a torto, che Biella sia “un affare di famiglia”. Biella per essere città “creativa” nei fatti non ha bisogno solo di regole, regolamenti, ordine e disciplina: Biella ha bisogno di idee e progetti di ampio respiro che possano attrarre turisti e di strutture ricettive che siano all’altezza del significato più alto di accoglienza. Da CorraDINO e soci mi aspetto questo, se la risposta sarà, invece, il rimettere in piedi la tassa di soggiorno, vorrà dire che per questa città non ci sarà prospettiva per i prossimi cinque anni. Se così fosse, mi UNESCO sin da ora a de profundis…

Luigi Apicella

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