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Oggi mio fratello sta meglio, voglio ringraziare Carlo Piacenza

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Oggi mio fratello sta meglio, voglio ringraziare Carlo Piacenza.
“Devi pensare alla tua famiglia perché, alla fine, è la cosa più importante nella vita”.
Sono belle parole quelle che Serena Cossavella si è sentita dire nel momento più difficile, quando il fratello Stefano ha avuto un’improvvisa emorragia cerebrale mentre si trovava in vacanza in Egitto. Parole ancora più preziose perché pronunciate non da un amico o un familiare, ma dal datore di lavoro, l’industriale Carlo Piacenza.
A qualche settimana di distanza, con il 38enne in via di miglioramento, la famiglia Cossavella ha voluto ringraziare l’imprenditore per la sensibilità dimostrata in quei difficili giorni.
«Queste – spiega Serena – sono state le parole che il Signor Carlo Piacenza, per cui ho il piacere di lavorare da anni, mi ha detto nella telefonata del 7 novembre, dopo che mio fratello, la domenica prima, era stato colpito da una brutta emorragia cerebrale in Egitto, dove si trovava in vacanza. Il suo rientro, per il quale il signor Carlo è intervenuto in prima persona fornendoci l’aiuto necessario, è stato un percorso lungo, contorto e molto doloroso».
Stefano, infatti, si trovava a Marsa Alam da un giorno insieme al compagno quando si è sentito male. Subito ricoverato in una clinica in terapia intensiva, è stato dimesso una settimana più tardi. Il rientro in Italia ha creato alcuni problemi, primo tra tutti quello dello spostamento.
«Era stato dimesso la mattina – racconta la sorella – e volevano farlo volare sabato notte col volo di linea prenotato inizialmente per il rientro, come se non fosse successo nulla. E’ intervenuto il signor Carlo, ci ha dato i contatti da chiamare per bloccare la partenza e fare in modo che potesse rientrare con un aereo medicalizzato, con medico e infermiere a bordo, trovando un’ambulanza ad attenderlo a Malpensa per il trasporto fino all’ospedale di Biella».
Ora, come detto, Stefano sta meglio, è stato dimesso dal “Degli Infermi” e l’ematoma è in via di riassorbimento. Dopo le feste dovrà affrontare un lungo periodo di riabilitazione per recuperare la mobilità della parte del corpo rimasta paralizzata in seguito all’emorragia cerebrale.
Il peggio, però sembra essere passato.
«La mia famiglia ed io – spiega Serena – volevamo trovare le parole giuste per dire “grazie” al signor Carlo. Vorremmo che le persone potessero sapere che, nonostante il lavoro frenetico, si può essere “imprenditori dell’anno” e raggiungere gli obbiettivi più elevati, non perdendo mai la propria umanità e sensibilità. Mio fratello oggi sta affrontando una guarigione che sarà lunga, ma vicino ha i suoi affetti che, appunto, sono la cosa più importante».

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