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Non sempre le “cordate” fanno bene al territorio

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BIELLA -Posso comprendere le argomentazioni dell’assessore Barbara Greggio nel rispondere al risentimento dell’Associazione “Biella nel cuore”, che ha visto respinta dalla Giunta di palazzo Oropa la propria proposta. Proposta che era quella di collocare in alcuni angoli della città degli omini stilizzati di tanti colori per festeggiare la ripresa delle attività commerciali. Ma c’è una frase nell’intervento dell’assessore, comparso su queste pagine, che mi convince poco.

E’ questa: “…avere una città che si identifichi in se stessa, fatta di iniziative che mirino alla sua visibilità globale e non tanti giocatori individuali che rischiano di disperdere energie, risorse e obiettivi…”. Già, ma in quel caso, chi deciderebbe, di questa squadra virtuale, quali dovrebbero essere i giocatori che scendono in campo e quali quelli destinati alla panchina? Con quali criteri? Sulla spinta di quali scelte e, soprattutto, di quali motivazioni? Insomma, chi dovrebbe essere l’allenatore della situazione? Perché, il tarpare le ali ai cosiddetti “giocatori individuali” presenta un rischio grave: quello dell’omologazione.

Come abbiamo avuto modo di constatare in tempi recenti, le “cordate” ufficialmente composte per non disperdere energie e risorse, di fatto finiscono con l’essere l’espressione di appartenenze, politiche e non solo, che tolgono energie e risorse a tutti coloro che, non ritrovandosi in quelle appartenenze, si vorrebbero lasciare in panchina. E questo può rappresentare un rischio, perché in panchina potrebbero rimanere confinate potenzialità che si vorrebbero delegittimare solo perché non nelle grazie dell’allenatore di turno.


Di errori in tal senso ne sono stati commessi molti, in tempi passati e recenti, e già se ne profilano altri in tempi attuali. Personalmente credo che l’assessore Greggio, che conosco e stimo, avrebbe fatto meglio a parlare di una città e di un territorio, che abbiano nelle loro espressioni un potenziale identificativo di quest’area e che, individualmente o meno, abbiano saputo o sappiano tradurlo in una visibilità globale. Non si tratterebbe solo di una questione formale, ma anche e soprattutto della volontà dichiarata di voler mantenere una libertà discrezionale nelle scelte. Che vada oltre i potentati partitici ed economici.
Giorgio Pezzana

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