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Non c’è limite al peggio

Gli Sbiellati: una rubrica per tentare di guardarci allo specchio e non piacerci

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BIELLA – Non ci resta che sparare sulla Croce Rossa. Perché a volte è necessario mettere da parte l’indulgenza e fare un bagno di realtà, l’ennesimo. In quella che supera la fantasia. Il difficile è farlo senza ripetere il già detto e trovare angoli inesplorati per un’analisi approfondita che non siano le solite dietrologiche elucubrazioni su sistemi nemmeno più buoni per il totocalcio o poteri folli che governano il piccolo mondo antico di provincia.

I fatti da citare in estrema sintesi, che anche qui si sfiora la ridondanza: la nostra Giunta è l’unica tra i capoluoghi piemontesi a non aver presentato nemmeno un progetto per il bando PinQua (Programma nazionale della qualità dell’abitare del Ministero delle infrastrutture e la mobilità sostenibili, implementato con 2,8 miliardi del Pnrr, sui totali 3,2 miliardi disponibili) su progetti di riqualificazione dei centri urbani, riduzione del disagio abitativo e sostegno all’inclusione sociale.

Il campionato regionale, che metteva in palio oltre 260 milioni di euro, è finito così, per rendere maggiormente l’idea: Cuneo 26,1 milioni – Biella 0; Vercelli 41 milioni – Biella 0; Alessandria 28,6 milioni – Biella 0; Asti 23,6 milioni – Biella 0; Novara 38,5 milioni – Biella 0; Verbania 14,2 milioni – Biella 0; Città metropolitana di Torino 45 milioni – Biella 0; Torino 43,7 milioni – Biella 0.

Sconfitte umilianti che nessun territorio, per malmesso che sia, dovrebbe meritarsi. Capita invece a noi, che abbiamo assessori campioni di selfie con l’elmetto, di fotografia di coni stradali tempestivamente messi a guardia di un tombino divelto e un sindaco in diretta Facebook permanente. Comprensibile che non abbiano il tempo di pensare. Gli ci vorrebbe un algoritmo che progetti per loro e che si presenti da solo i progetti nei termini di scadenza dei bandi disponibili. Che loro non ne sono capaci, e questo è un dato di fatto.

Intanto questa è l’ora dell’arrampicata sugli specchi. Il sindaco che dice di assumersi la responsabilità politica dell’accaduto, salvo poi non riferire e fare scena muta in Consiglio comunale, l’organismo più politico della città. Tacendo anche sul fatto che l’unico vero modo di assumersene le responsabilità politiche sia quello di dimettersi: dire “scusate ho sbagliato” non rimedia a un danno irreversibile per la città.

È patetica la difesa d’ufficio del capogruppo di Forza Italia che afferma che questo era solo uno dei tanti treni che passano ed è stato solo un inconveniente. Possiamo anche, da ora in poi, vincere tutti i bandi del mondo, ma partiremo sempre da milionate di euro in meno a bilancio per interventi sulla città. Altro che inconveniente: alla città è stato fatto un grave danno economico che nessuno rifonderà. Fratelli e sorelle d’Italia si dissociano a mezzo comunicato stampa dimettendo il proprio assessore ai lavori pubblici (uno dei due dicasteri responsabili, insieme a quello all’urbanistica detenuto da un leghista di seconda fila che tiene anche i conti del bilancio), come se ciò bastasse ad assolverli dalle loro ricorrenti responsabilità in seno a questa giunta. Come fossero post-fascisti su Marte, capitati qui per caso a chiedere un cambio di passo, quando da tempo sarebbe stato necessario un paso doble.

Surreale è invece il comunicato stampa della Regione Piemonte, che descrive così la sua collaborazione con le città capoluogo, e si presume quindi anche con Biella: “Iniziamo a mettere a frutto il grosso lavoro di coordinamento avviato in primavera sui fondi del Pnrr – sottolinea il presidente Alberto Cirio – Accanto al censimento e alla raccolta dei progetti del territorio la Regione ha dato anche supporto alle istruttorie attraverso i propri uffici. (…) ha agevolato il processo di candidatura dei territori vagliando preventivamente l’impianto del PinQuA con la programmazione regionale dell’edilizia sociale e offrendo una cornice di riferimento. Con alcune realtà il supporto alla verifica della coerenza delle candidature è stato più approfondito, su richiesta dei territori stessi. La maggior parte si sono avvalse della collaborazione delle Agenzie territoriali per la Casa del Nord, Centro e Sud Piemonte.”

Biella non pervenuta: nemmeno se ne sono accorti, nel comunicato, che le sue azioni erano a zero. Gli uffici della Regione hanno tenuto i contatti con tutti i capoluoghi tranne il nostro. Quindi un consigliere leghista in ufficio di presidenza e due assessoresse (tra Lega e FdI) in Regione non sono serviti a nulla. Nemmeno a suonare la sveglia di una giunta locale addormentata, oltre a sentire la loro a Torino. Alla faccia della liaison amministrativa vantata.

Biella già non stava bene, e così la si uccide. Questa situazione ha dimostrato che non c’è limite al peggio, ma non si è mai pronti. Resta ora da capire quale credibilità possa avere in futuro qualsiasi proposta elettorale arrivi da Corradino e associati. Ormai è chiaro che gli sbiellati siamo stati noi.

Lele Ghisio

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