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Nessun aiuto per la “classe nel mezzo”, né studenti, né lavoratori ma non tutti hanno i genitori su cui contare

Lettera da una tirocinante dimenticata

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di una giovane donna che, come lei stessa giustamente scrive, rappresenta con i suoi coetanei il futuro di questo Paese ma che nell’emergenza in corso non ha ricevuto nessun aiuto e che ora, nella “fase 2”, deve ancora stare a casa.

“Buongiorno,

Questo è un urlo di aiuto, siamo stati dimenticati forse? 

Perché proprio non riusciamo a spiegarci come sia possibile che i luoghi di lavoro che hanno potuto riaprire, restino comunque chiusi a noi. 

Non riusciamo a spiegarci come sia possibile che nessun aiuto sia stato pensato per noi, la classe nel mezzo, quella che non è più uno studente, ma non è neanche un lavoratore.

E si perché noi lavoriamo, o meglio lavoravamo, per un “rimborso spese” irrisorio, e con fatica cerchiamo di costruirci un futuro.

SIAMO A CASA da più di due mesi e ora ci vediamo negata la possibilità di rientrare nei luoghi di lavoro e di formarci, e in più con nessun bonus che ci aiuti a vivere; perché non tutti hanno una mamma e un papà che possono permettersi di aiutarli, e con quei 600€ ci paghiamo gli affitti, le bollette e la spesa; eppure ora siamo qui a casa senza uno stipendio, senza un aiuto, e la strana sensazione di star perdendo quell’indipendenza che abbiano faticato a raggiungere.

Siamo i dimenticati, ma siamo anche quelli che secondo voi hanno in mano il futuro di questo paese, solo che il futuro ce lo avete tolto e ce lo togliete ogni giorno in più che restiamo fermi.

Non vi chiediamo nulla, se non il diritto di tornare, dov’è possibile, a fare quello per cui per anni ci siamo formati.

Immagine di repertorio

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