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Mi chiamo Marcello e sono un asinello, aiutatemi!
La storia
Mi chiamo Marcello e sono un asinello, aiutatemi!
Arriva dalla Valsesia, precisamente da Scopello, l’asinello Marcello che in questi giorni è diventato protagonista di una vera mobilitazione a Gargallo, nel Borgomanerese. Domenica 11 ottobre, dalle 14, cittadini e sostenitori si ritroveranno per difendere la sua permanenza nel terreno vicino alla chiesetta di San Michele, dove oggi vive.
Marcello, racconta Notizia Oggi, ha quasi quattro anni e la sua storia comincia proprio tra le montagne valsesiane. Quando non ha più potuto restare nella precedente stalla, Mattia, Chiara e lo zio Orlando hanno deciso di adottarlo e di trasferirlo a Gargallo. Qui ha trovato un grande prato accanto al bosco e, soprattutto, una nuova comunità pronta ad affezionarsi a lui.
È diventato la mascotte dell’azienda
Il suo nuovo spazio si trova vicino alla Tik Srl, azienda della quale Marcello è presto diventato la mascotte e, scherzosamente, anche il “guardiano”. Bambini, famiglie e curiosi hanno imparato a conoscerlo, fermandosi spesso per una carezza oppure per portargli qualche piccolo regalo da mangiare.
Anche i suoi gusti sono ormai noti: apprezza soprattutto carote e finocchi, mentre le mele sono concesse con maggiore moderazione. Piccoli dettagli che hanno trasformato l’asinello valsesiano in una presenza familiare a Gargallo, dove la sua simpatia e qualche inevitabile marachella hanno contribuito a renderlo conosciuto.
Le proteste per i ragli e la risposta dei cittadini
A far nascere il caso sono state però alcune lamentele per i ragli dell’animale. Secondo quanto riferito da diversi cittadini, sarebbe stata prospettata la possibilità di un suo allontanamento. Non risulta al momento un provvedimento ufficiale che imponga il trasferimento, ma la semplice ipotesi è bastata per mettere in moto numerosi sostenitori.
Sui social sono comparsi messaggi di solidarietà e testimonianze di residenti che non considerano affatto fastidiosa la sua presenza. «Lo trovo simpatico, mi fa compagnia», ha scritto una persona che abita a circa cento metri dal terreno. Per molti quei ragli fanno parte della vita di campagna, al pari del canto di un gallo o degli altri suoni degli animali.
Una petizione perché l’asinello resti a Gargallo
La mobilitazione è approdata anche su Change.org con la petizione “Marcello deve restare a Gargallo!”, capace di raccogliere centinaia di adesioni in breve tempo. La storia del piccolo asino partito da Scopello ha così superato i confini del paese, attirando attenzione e nuovi messaggi di sostegno.
Tra i contenuti più condivisi ce n’è uno scritto in prima persona, come se fosse lo stesso Marcello a raccontarsi: «Mi chiamo Marcello, tra poco compirò 4 anni, sono un asinello valsesiano di Scopello». E ancora, riferendosi ai primi ragli nella nuova casa: «Dovevo conoscere la mia nuova casa». «Io sono solo un piccolo asinello… nulla di più!» è la frase che chiude il messaggio.
Domenica l’incontro vicino a San Michele
La solidarietà diventerà concreta domenica 11 ottobre. Dalle 14, nel terreno che ospita Marcello nella zona della chiesetta di San Michele, è previsto un pomeriggio aperto a chi vuole manifestargli vicinanza. Sarà possibile firmare, incontrarsi e trascorrere qualche ora insieme; è prevista anche una canzone composta da un sostenitore proprio per l’asinello.
Mattia e lo zio Orlando hanno già ringraziato quanti si stanno facendo sentire in questi giorni. Intanto Marcello continua tranquillamente la sua nuova vita. Dalla Valsesia al Borgomanerese, è riuscito a conquistare due territori, trasformando un semplice raglio in una storia capace di far discutere e, soprattutto, di riunire tante persone.
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