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Me ca l’è bel andé an gir par Biela tranquil ca iè nen tant cine per la strà

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Cari amici, “me ca l’è bel andé an gir par Biela tranquil ca iè nen tant cine per la strà” (la scrivo come l’ho sentita raccontare…) è una delle “perle” che ho dovuto sentire in questi giorni sempre uguali a ridosso delle festività pasquali e che ci dice molto di un certo “approccio” tutto biellese ai cambiamenti, alle novità, ai cambi di passo.

Non rivelo l’identità di chi mi ha detto questa frase, non ne faccio una questione di età, ma fa parte di un certo modo di pensare per cui da queste parti ci facciamo andare sempre tutto bene, ci facciamo scivolare addosso le cose, quasi non ci riguardassero. L’importante è essere spettatori, critici sì ma senza farsi sentire, ma sempre spettatori, mai protagonisti.

Ed è per questo tipo di pensiero strisciante che Biella ha perso tanti treni, che si è fatta amministrare, negli anni, da persone in grado di promettere di tutto e di realizzare niente, e che alla fine sono ancora lì, più o meno in prima fila, ad orchestrare un concerto che non ha più bravi musicisti in grado di cambiare musica, ma solo spettatori. Perché, è un dato di fatto, anche le nuove generazioni di fronte a questo approccio preferiscono andare fuori, per evitare di ritrovarsi fra qualche anno a dover rimpiangere di essere rimasti.

Chi è rimasto in città invece, deve convivere ogni giorno con questa realtà, fatta di amministratori da operetta social e da titoloni sui giornali che alla prova dei fatti poi vengono sgonfiati. Il tema della settimana è quello del “libro dei sogni” del Recovery Fund in cui Biella, si dice, batta cassa per ben 72 milioni di euro (tra le opere, cito dall’album dei ricordi al solito, l’elettrificazione della ferrovia, la variante di Mottalciata, l’adeguamento Ponderano-Cerrione… ).

Peccato che si tratti di “questioni” aperte da decenni, che di volta in volta vengono tirate fuori dal cilindro del mago politico di turno. Si faranno? Ne vedremo mai la realizzazione in tempi rapidi? Almeno il treno, elettrico o a idrogeno che sia, lo vorrei vedere…

Tutto questo per dire anche che le decisioni, quelle che contano, vengono sempre prese altrove. Il vice sindaco Moscarola, suo malgrado, lo spiega molto bene. Sintetizzo: noi come amministrazione in questo contesto di difficoltà non possiamo decidere nulla (tra l’altro anche per l’apertura dei parchi cittadini è servita una delibera regionale…).

Se qualcuno poi sui social, leoni da tastiera li ha definiti il vice Corradino, perde la pazienza, forse è anche per questo suo modo (e non è il solo…) di ergersi a protagonista di decisioni che non spettano a lui e alla giunta. Basta parlare a vuoto per dimostrare a se stessi che si fa qualcosa per la città quando in trincea non c’è la politica ma intere categorie di attività, per le quali si stima che il 30/40% delle stesse non percepisca da tempo immemorabile alcun tipo di stipendio…

Una domanda diretta, secca ai diretti interessati: Moscarola, Corradino ci dite al netto della propaganda e della routine amministrativa cosa potreste fare di concreto per i cittadini a partire da domani mattina? Per alleviare questo stato di cose drammatico? Per incidere con qualche fatto anche isolato su questa realtà?

La pandemia ha messo tanta gente con le spalle al muro… Unica eccezione i nostri amministratori, loro sì da tastiera, che continuano a parlare del Covid… degli altri…
Luigi Apicella

La rubrica Sale & Pepe di Luigi Apicella viene pubblicata tutti i mercoledì su la Nuova Provincia di Biella

 

1 Commento

1 Commento

  1. S.MARCO

    12 Aprile 2021 at 10:40

    impara a fare la pizza invece di scrivere m….

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