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La nostra identità perduta

Il commento di Vittorio Barazzotto

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BIELLA – Si parla in questi giorni di rigenerazione urbana e di un bando a cui il comune di Biella parteciperà per ottenere fondi finalizzati a progetti per contrastare il degrado sociale. Tra i progetti, certamente lodevoli, al vaglio di Palazzo Oropa non compare il Museo del Territorio, che risente di una visione un po’ provinciale che associa un museo ad un luogo cristallizzato e polveroso.

Un’ occasione sprecata per Biella visto che, in particolare in questo periodo di profondo smarrimento, valorizzare la memoria di quello che siamo stati darebbe un nuovo impulso alla costruzione di un futuro oggi difficile da delineare. Al Museo del Territorio non servirebbero fondi milionari né bandi europei (anche se aiuterebbero!), basterebbero investimenti in comunicazione per aumentarne l’attrattiva e ammodernarne l’immagine, con modalità più efficaci per incuriosire il pubblico di tutte le età, poiché rappresenta chi eravamo, chi siamo e dove andiamo.

Vitalizzare un museo tiene vive le nostre radici, che tra l’altro dovrebbero essere molto care alla fede politica della giunta cittadina, aprirsi alla possibilità di ospitare mostre ed eventi per creare coesione sociale e per far vivere la cultura a tutti, senza differenze elitarie e con il brio che solo l’esercizio delle qualità umanistiche può dare.

Nella confusione del periodo, ritrovare un senso di appartenenza e di identità ci farebbe apprezzare la ricchezza della diversità a cui andremo sempre più incontro, mentre nell’ignoranza nascono le paure e le diffidenze che ci pregiudicano la possibilità di evolvere. Come un albero che resiste alla forza del vento quanto più le sue radici sono salde nel terreno.
Non sarebbe necessario un grande investimento economico, ma una sensibilità ed un’attenzione che in questo momento non si vedono.
La sintesi del progettista, nonché l’anima del museo, arch. Vercellotti esprime bene il senso di tutto: fare un museo è men che niente, se quanto fatto non rifà la gente.

 

Vittorio Barazzotto

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