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La malasanità non risparmia neppure Biella

Un articolo di Vittorio Barazzotto

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In previsione delle elezioni di settembre prepariamoci a sentir parlare di sanità, verosimilmente in termini generali, con un approccio superficiale e senza conoscere a fondo i mali che rendono sempre più traballante il nostro sistema sanitario.

Ognuno di noi infatti, quando ne ha bisogno, si rende conto della fragilità delle nostre strutture sanitarie, tenute in piedi da medici ed infermieri che si prodigano per garantire i servizi essenziali, nonostante una carenza drammatica di personale.

Le cause di questo pericoloso dissesto sono diverse, la prima è l’incapacità di programmare: conoscere oggi la necessità di specialisti, medici, infermieri dei prossimi 10 anni dovrebbe indirizzare gli studenti in procinto di iscriversi ai corsi di specializzazione o alla facoltà di medicina, ancora (inspiegabilmente) a numero chiuso.

Un altro grande freno all’efficienza della sanità è, come d’altronde accade per tutto il pubblico impiego, l’impossibilità di incentivare i più bravi. Su questo punto anche i sindacati hanno la loro parte di responsabilità che si riflette nella fuga di molti medici nel privato.

Gli stipendi delle strutture private infatti possono essere più di dieci volte superiori rispetto a quelli del pubblico. Il livellamento delle retribuzioni è un modello che va superato, (resiste in Italia) poiché penalizza l’efficienza degli apparati statali e porta alla perdita di tantissimi specialisti, formatisi nella sanità pubblica, che difficilmente torneranno indietro.

Poi c’è la malasanità, che non risparmia nemmeno Biella e che si manifesta nel turismo sanitario in giro per la Regione per esami di routine o che abbandona i malati quando sono riaffidati al medico curante da parte degli stessi primari che a volte non riescono più a seguirli tutti.

La sanità ci riguarda da vicino, a Biella non siamo esenti dalle carenze che si riscontrano a livello nazionale, come, ahimè, ci capita di riscontrare quando ne abbiamo bisogno.
Vittorio Barazzotto

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