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Ipertiroidismo, studio biellese pubblicato su rivista scientifica internazionale

La ricerca elaborata presso l’Ospedale di Biella è finalizzata all’adozione di una diagnostica e di un trattamento radiometabolico altamente mirato per i pazienti in alternativa all’intervento chirurgico

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Uno studio condotto dalla Medicina Nucleare dell’ASLBI è stato recentemente pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Current Radiopharmaceuticals, edita da Bentham Science Publishers.

La ricerca condotta all’Ospedale di Biella dall’équipe del Responsabile Mirco Pultrone riguarda l’ipertiroidismo, in particolare l’utilizzo della gammacamera per la diagnosi e il trattamento di patologie tiroidee e l’applicazione, ove possibile, di cure altamente mirate in alternativa all’intervento chirurgico. Possibili sviluppi terapeutici meno invasivi e più circostanziati quindi a beneficio del
paziente.

La Medicina Nucleare è un valore aggiunto per l’ASL di Biella, in quanto questo tipo di Struttura non è presente in tutti gli ospedali e le Aziende Sanitarie piemontesi; grazie anche a una dotazione tecnologica all’avanguardia, in particolare per la presenza di una gammacamera di assoluto valore acquistata nel 2014 come top di mercato, all’epoca la prima in Europa a essere venduta con il sistema
altamente performante 670 PRO, che incorpora anche una TAC, in Ospedale è possibile l’effettuazione di esami di 2° e 3° livello diagnostico.

In passato la Medicina Nucleare biellese aveva già pubblicato alcune ricerche scientifiche condotte con l’utilizzo della gammacamera, incentrate principalmente sulla cardiologia.

Pultrone dettaglia ora lo studio sulle patologie della tiroide e della sua volumetria: «Abbiamo approfondito questa applicazione per ottimizzare un percorso di diagnosi e terapia. Tramite l’uso di particolari fantocci in plexiglass abbiamo fatto delle valutazioni per determinare la modalità migliore di acquisizione delle immagini per eseguire alcuni calcoli a fini diagnostici; in questo modo è stato possibile determinare statisticamente come l’approccio con la macchina ibrida sia quello più preciso rispetto ai metodi tradizionali».

La gammacamera viene utilizzata in Medicina Nucleare per l’acquisizione di immagini scintigrafiche, per riportare visivamente la distribuzione nel corpo del paziente della radioattività emessa dai radiofarmaci iniettati per diagnosi o terapie. In particolare la macchina ibrida permette di proiettare l’iperaccumulo di sostanza radioattiva sulla informazione strutturale di un organo fornita della TAC,
fornendo così al Medico gli strumenti per una valutazione altamente precisa.

«Il paziente che soffre di ipertiroidismo e tumori benigni della tiroide può essere sottoposto all’intervento chirurgico per l’asportazione della tiroide, ma in alternativa grazie alla terapia radiometabolica, è possibile somministrare al soggetto delle capsule di radioattivo che bruciano dall’interno i nodi tiroidei iperfunzionanti ristabilendo l’equilibrio tiroideo – spiega Pultrone – In questo modo quindi si può ovviare ai possibili rischi, seppur limitati, legati alla chirurgia. Lo studio portato a termine ci consente di sottoporre in paziente alla quantità accurata di radiazione, conservando la parte della tiroide che non viene “bruciata”. Il conteggio della quantità di radiazione prima non era così preciso e tridimensionale come quello ottenibile con la gammacamera, che garantisce un trattamento efficace e sicuro del paziente tramite terapia radiometabolica che riduce al necessario l’esposizione a radiazioni».

«Una base statistica favorisce un approccio metodico di una procedura e, per questo, l’obiettivo è ora di applicare questo trattamento ai pazienti affetti da ipertiroidismo che si rivolgeranno all’Ospedale di Biella per il controllo precedente una possibile terapia radiometabolica», afferma Pultrone.

Lo studio è stato realizzato per quanto riguarda la parte di competenza biellese dai Medici della Medicina Nucleare, Enrico Calandri (già autore principale di altri studi nel recente passato) e Lucia Conversano oltre a Pultrone, da quello della Radioterapia Oncologica Paolo Bagnasacco e dal Tecnico di Radiologia Sonya Gallina, che hanno collaborato per la stesura della parte fisica e statistica con
Maria Teresa Giraudo e Roberta Sirovich dell’Università degli Studi di Torino, Antonella Ostan dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Maggiore della Carità di Novara e Viviana Frantellizzi e Giuseppe De Vincentis dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Il titolo della pubblicazione è “Usefulness of 99mTc-Pertechnetate SPECT-CT in Thyroid Tissue Volumetry: Phantom Studies and a
Clinical Case Series”.

«In fatto di attività diagnostica sfruttiamo al massimo le potenzialità della gammacamera, un investimento importante da parte di questa Azienda Sanitaria in fase di acquisizione – aggiunge – Dal punto di vista del trattamento della tiroide, Biella è riconosciuto come punto di riferimento a livello regionale grazie al gruppo interdisciplinare che comprende chirurghi, otorinolaringoiatri e lo staff di
Endocrinologia con il Medico Anna Nelva in particolare».

L’attività generale della Medicina Nucleare biellese nel frattempo è tornata a livelli sovrapponibili a quelli del 2019, periodo di riferimento pre pandemico, mentre per quanto riguardo l’esecuzione di MOC è in corso il ricontatto dei pazienti per lo smaltimento delle liste d’attesa per coloro che necessitano ancora di tale esame radiologico.

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