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Il Vercellese rientra nelle zone a rischio West Nile Virus

L’azienda ospedaliera locale conferma: «Nel nostro territorio non ci sono motivi di allarme»

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Ha destato qualche perplessità vedere rientrare nelle zone a rischio West Nile Virus anche la provincia di Vercelli. A segnalare la notizia un nostro lettore che recatosi a donare il sangue all’ospedale di Biella ha visto comparire anche il Vercellese nell’elenco dei luoghi da indicare in caso di soggiorni, anche solo di una notte, perché considerati possibili focolai del virus.

Secondo quanto disposto dall’Istituto Superiore di Sanità, infatti, tutti coloro che sono stati in uno dei luoghi indicati nell’elenco nel periodo estivo e autunnale 2023 – tra questi troviamo, per esempio, anche Verona, Bologna, Catania e Ravenna – devono essere sottoposti a un ulteriore test, il NAT, acronimo di Nucleic Acid Test, o devono essere temporaneamente sospesi – per 28 giorni – dalla possibilità di donare. Misure ulteriori di prevenzione per evitare il diffondersi della malattia trasmessa all’uomo principalmente dalle zanzare (più frequentemente del tipo Culex), le cui punture sono, appunto, il principale veicolo di contagio.

Interrogata l’Asl di Vercelli sulla possibilità che il virus possa diffondersi anche nella nostra provincia l’azienda ospedaliera rassicura. «Non abbiano ad oggi nessun caso di West Nile Virus – spiegano -. La nostra viene da sempre considerata una zona a rischio, tuttavia come spiegavo, non abbiamo nessun contagio. Le uniche segnalazioni di individuazione del virus erano relative ad alcuni volatili trovati privi di vita. Non c’è quindi nessuna situazione emergenziale».

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