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Il rumore appartiene alla città

Pausa Caffè: Non oscurate una città che nelle tenebre ci sta vivendo da tempo

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BIELLA – L’ultima ordinanza del sindaco di Biella per cercare di dare una risposta a quei cittadini che lamentano troppi rumori notturni in alcuni angoli della città, è a dir poco sorprendente.

Lo ammette lo stesso sindaco Corradino: è un compromesso. Direi io, il solito compromesso per salvare capra e cavoli, ma che alla fine indispettisce la capra e fa appassire i cavoli. Dunque, sarà vietata la vendita di alcolici e generi alimentari in alcune vie della città, ove sono facilmente localizzabili gli esercizi più frequentati nelle ore notturne, dalla domenica al giovedì, dall’una alle sei del mattino e dalle tre alle sei del mattino al venerdì ed al sabato.

Ora io mi domando: quale e quanta folla si accalca dalla domenica sera al giovedì sera in quei luoghi? E quando invece la folla c’è davvero, a che serve mettere il “silenziatore” alle tre del mattino? Se una persona non è riuscita a prendere sonno sino alle tre, davvero l’indomani potrà svegliarsi riposata e rilassata?

Personalmente avrei fatto un paio di altre considerazioni: chi vuole avere la residenza in città, godendone gli agi ed i servizi, deve farsi carico anche di alcune turbative che possono essere il vociare di alcuni nottambuli a Biella, lo sferragliare dei tram a Torino e Milano, le vibrazioni della metropolitana o il passaggio di aerei a bassa quota altrove. Se una persona vuole evitare questi fastidi, prende la residenza a Campertogno o a Campiglia Cervo, dove ha la certezza che dall’imbrunire e sino al giorno successivo il rumore più insopportabile sarà il cigolìo di qualche vecchio cancello arrugginito.

Biella ha già la triste fama del dormitorio, ma non può ridursi ad una casa di riposo allargata ad intere vie ed interi quartieri. Per poi lamentare la fuga dei giovani che, chissà perché, se ne vanno altrove.
Comprendo lo sforzo del sindaco che, come tutti i sindaci, si pone quale obiettivo prioritario quello di scontentare il minor numero di cittadini facendosi carico di istanze, proteste, capricci e piagnistei. Ma credo basterebbe una pattuglia di polizia locale in più per dare una calmata ai facinorosi (e maleducati, che certamente ci sono e non sono pochi) senza oscurare una città che nelle tenebre, in senso più ampio, ci sta vivendo da tempo.

Giorgio Pezzana

 

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